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Cronaca

Cercarono di ucciderlo perchè non pagava i debiti di droga: padre e figlio condannati

Ritenuti colpevoli di tentato omicidio, il delitto aveva fatto emergere un vasto giro di stupefacenti costato al capofamiglia il regime di sorveglianza speciale

Lo avevano accoltellato all'addome, dopo averlo cercato di investire, la sera del 19 settembre del 2020 a Coriano e oggi per quel tentato omicidio sono stati condannati padre e figlio. La vittima, un giovane all'epoca 25enne forlivese ma di origini magrebine e residente a Montescudo, era finita in coma al "Bufalini" di Cesena ed era stata sottoposta a un delicato intervento che gli aveva salvato la vita. Per quell'aggressione erano stati subito arrestati dai carabinieri Gaetano Antonini, 47 anni, e il figlio Francesco di 23 anni entrambi di origini foggiane che fin dall'inizio si erano difesi ricostruendo in maniera molto diversa la vicenda sostenendo di essere stati aggrediti per primi dal nordafricano. Le indagini dei carabinieri, che già dalle prime battute si erano orientate su un mancato pagamento di droga da parte della vittima, avevano però permesso di scoprire come padre e figlio gestissero un vasto traffico di stupefacenti. Il proseguo delle indagini dell'Arma aveva portato a scoprire, nel luglio del 2021, altri tre soggetti legati ai due foggiani accusati di spaccio di droga. Un 40enne, un 43enne e la moglie 40enne di quest'ultimo, sospettati di aver messo in piedi il giro di spaccio che aveva poi portato all'accoltellamento del 25enne per una serie di debiti legati alla droga. Secondo gli inquirenti dell'Arma, che hanno ricostruito il traffico nel corso di un'indagine durata 8 mesi e fatta di pedinamenti e appostamenti che hanno permesso di documentare numerose cessioni di hashish e cocaina, l'attività di spaccio avveniva all'interno di una ditta edile di Montescudo – Montecolombo dove lavoravano gli indagati. Un'indagine per la quale Gaetano Antonini è stato sottoposto al regime di sorveglianza speciale dalla Questura di Rimini. Nel processo per il tentato omicidio padre e figlio, difesi dall'avvocato Massimiliano Orrù, sono stati condannati rispettivamente a 8 anni e 5 anni e 4 mesi di reclusione. Nei loro confronti il pubblico ministero Davide Ercolani, che ha coordinato le indagini, aveva chiesto una condanna rispettivamente di 12 e 8 anni.

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