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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Cronaca

"Certezza ed equità", Confartigianato Imprese Demaniali teme il futuro

Il presidente Mauro Vanni: “Siamo fiduciosi, confidiamo che un Governo politico sia più aperto alle nostre istanze dei tecnici di Mario Draghi”

Certezze ed equità. Questa la domanda di Confartigianato Imprese Demaniali che oggi al SUN, alla fiera di Rimini, ha chiamato a raccolta gli associati per fare il punto sulla situazione che affligge le imprese, ossia l’incertezza sul futuro. “Siamo sempre stati al fianco delle imprese balneari – ha detto in apertura Gianluca Capriotti, Segretario Generale di Confartigianato Imprese Rimini – e in particolare nella loro battaglia a tutela dei loro diritti. Il focus sono le evidenze pubbliche ma non dimentichiamoci i tanti aspetti da affrontare e penso alla difesa delle coste dai rischi ambientali. Continueremo su questa strada, con la bussola che ci orienta allo sviluppo sostenibile dei territori”.

“Un anno fa nasceva Confartigianato Imprese Demaniali – ha esordito il Presidente Mauro Vanni – e in questi dodici mesi ci siamo battuti con determinazione al fianco delle imprese. Siamo cresciuti e abbiamo recitato un ruolo da protagonisti. Il Governo uscente per noi è stato una grande delusione, ha sempre affrontato superficialmente il rapporto con un settore così importante e i tecnici hanno sempre prevalso, mentre nel dialogo coi partiti abbiamo trovato sempre almeno disponibilità al dialogo. Ora ci aspetta un Governo politico, i presupposti sono buoni perché sappiamo come la pensano. Se saranno coerenti, una soluzione la si potrà trovare. Non chiediamo la luna, vogliamo poter fare il nostro lavoro con certezza ed equità; sappiamo che le evidenze pubbliche sono una prospettiva ineludibile ma in questo cammino di avvicinamento vogliamo veder riconosciuto il nostro ruolo e il peso specifico che rappresentiamo nell’industria turistica”.

Al convegno sono intervenuti l’assessora al demanio del Comune di Rimini Roberta Frisoni e al turismo del Comune di Ravenna, Giacomo Costantini: “Ci sono ancora troppi punti di domanda sull’attività che dovremo svolgere nel predisporre le evidenze pubbliche – hanno detto – in presenza di una numerosità eccezionale e soprattutto della necessità di associare una prospettiva innovativa, di riqualificazione delle strutture e dei servizi, nel segno della sostenibilità ambientale. Fin qui siamo stati esclusi da ogni dialogo con l’esecutivo, speriamo cambi la situazione”.

I legali interpellati da Confartigianato Imprese Demaniali hanno sottolineato le lacune dello strumento legislativo che il Parlamento ha affidato al Governo, la Legge Delega. L’Avv. Roberto Manzi e l’Avv. Luigi Roma hanno ripercorso l’attualità della condizione normativa. In particolare l’Avv. Manzi ha ribadito che l’applicazione dell’art. 12 della Legge Bolkestein è una prospettiva certa, ma che la Legge Delega è stata scritta frettolosamente e la sua incompletezza deve essere oggetto di confronto fra categorie e Governo. “Siccome la cornice è definita – ha detto Manzi – e ogni fuoriuscita è oggetto di ricorsi inevitabili”. Quindi ha elencato almeno dieci aspetti sui quali c’è assenza di condizioni, che ha invitato gli imprenditori ad individuare per avere una fotografia completa della situazione.

“Sono sempre stato vicino alla categoria – ha detto Mariano Gennari del Movimento 5 stelle – e dobbiamo saper riconoscere cosa ha rappresentato la categoria nel dare valore alle aree demaniali. Consiglio agli operatori di lavorare con molta attenzione sulla conformità urbanistica delle loro imprese. Risolvete tutto prima delle evidenze pubbliche. Poi consiglio lo strumento del project financing, attenzione alla sostenibilità ambientale e all’inclusività”. L’On Andrea Gnassi ha sottolineato la sua disponibilità ad un lavoro serio e responsabile, perché l’ambito è di fondamentale valore per il Paese e per il territorio.

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