Chiusure dei locali del Marano, il Silb attacca: "A Riccione come a Gallipoli vogliono uccidere la notte"

Indino: "Alla fine chi ci rimette, con lunghe chiusure in piena estate, sono solo i locali che rimangono l’unica parte lesa”

La chiusura di quattro locali della zona Marano di Riccione per due settimane in piena stagione estiva non può andare giù al Silb, associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo. Dal presidente nazionale Maurizio Pasca arrivano parole dure per provvedimenti che “anche a Riccione, come a Gallipoli, vogliono uccidere la notte”.
Il presidente del Silb nazionale spiega come “in Europa, da Ibiza a Malta, fino alle località turistiche della Francia, i locali da ballo sono presidiati dalle forze dell’ordine, soluzione che fa da grande deterrente per chi approfitta per delinquere dell’afflusso di persone intente a ballare e divertirsi. Basterebbe un presidio in zona per tenere alla larga persone indesiderate prima di tutto dai gestori dei locali. In un Paese come l’Italia, vocato principalmente al turismo, non c’è attenzione per le imprese turistiche e di intrattenimento, lasciate spesso sole a far fronte a queste problematiche. I gestori dei locali investono tantissimi soldi per formare e avvalersi di uomini di sicurezza privata, ma abbiamo visto che questo non basta.  Per noi sarebbe preferibile pagare lo Stato per avere un adeguato servizio da parte delle forze dell’ordine. Quel che ci dispiace è che ogni volta che accadono fatti spiacevoli fuori dai locali, come in questo caso specifico di Riccione, siano proprio i locali ad essere messi all’indice e colpiti da provvedimenti di chiusura. Serve maggiore attenzione da parte delle istituzioni in un momento in cui la società è sempre più violenta e maggiormente piena di persone pronte a tutto: tutti i nostri gestori aprono ogni sera i locali con il patema d’animo. Accadrà qualcosa stanotte? E l’ansia li accompagna per tutta la serata. Pochi giorni fa ho avuto una telefonata dal ministro Salvini e a breve avremo un incontro proprio per discutere di questi temi e trovare soluzioni condivise”.

“Non possiamo parlare di Marano se non cominciando dal passato – dice il presidente regionale del Silb, Gianni Indino - da quando quell’area era deserta, buia, territorio di prostituzione e spaccio di droga. Sono stati proprio i locali e le loro serate di musica e divertimento, a bonificarla. Ora evidentemente qualcuno vuole tornare indietro, a quel buio che di notte lascerà nuovamente terreno agli sbandati. Che ci sia qualcosa da rivedere al Marano lo abbiamo detto più volte e siamo pronti a stare a fianco dell’amministrazione, se vuole collaborare. Già dall’inverno scorso abbiamo proposto progetti che comprendevano sistemi di sicurezza e un aumento di uomini a presidio anche all’esterno dei locali e nelle aree limitrofe, impianti di illuminazione aggiuntivi, nuovo arredo e decoro fin sulla spiaggia, tornei, sfilate, sport e naturalmente serate di puro e sano divertimento. Progetti condivisi con tutti i gestori dei locali della zona, presentati e protocollati in Comune, ma per i quali ancora attendiamo una risposta. I risultati sono questi e alla fine chi ci rimette, con lunghe chiusure in piena estate, sono solo i locali che rimangono l’unica parte lesa. Secondo voi c’è qualcuno che nel suo locale vuole gente che delinque? Non esiste nessun sodalizio con questi personaggi, che devono essere contrastati e perseguiti. Da parte dei locali c’è massima collaborazione con le forze dell’ordine contro violenza e prepotenza che stanno prendendo sempre più piede in ogni ambito della società. I gravi problemi sono chi fa ubriacare i ragazzi vendendo alcol ai minori ad ogni ora del giorno e della notte, a chi gli vende coupon per bere a basso costo, a chi li truffa con promozioni e ingressi in locali che non esistono spillandogli risorse. Pratiche intollerabili, più volte segnalate, ma per cui non viene fatto nulla. Tanti dubbi infine,  riguardano le ‘ricette’ individuate per la zona, come cene a lume di candela e cineforum. Non credo possa essere questa la soluzione del problema, ma l’anticamera della chiusura definitiva. Sarà un’agonia lunga ma nemmeno più di tanto, perché chi fa l’imprenditore sa bene quali sono le risorse che necessitano per la costruzione di un prodotto dal ritorno non scontato. Il successo del Marano, non dimentichiamolo, è stato dovuto non alle cene ma alla musica e al ballo, anche nei tempi tanto ricordati e osannati della ‘bella gente’. Si possono fare nuovi progetti, ma la musica non va messa in discussione”.
 

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