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Ciclista "impallinato" dai cacciatori, l'ira del WWF

L'associazione: "Ancora una volta è andata bene, solo un pallino vicino ad un occhio, in fondo non è niente...poteva andare peggio"

"E' quanto temevamo, il rischio che il WWF Rimini ha denunciato da sempre, da quando è stato inaugurato il primo percorso ciclopedonale sulla sponda del Marecchia, che la Provincia non ha voluto chiamare “pista ciclabile” appunto per non essere costretta a chiudere la caccia, come prevede la legge. E si è inventata il termine di “percorso storico naturalistico”, che crediamo non esista da nessuna altra parte, per far convivere turismo naturalistico e attività venatoria, costringendo i ciclisti nelle giornate di caccia a vivere il brivido di escursioni fra fucilate e pallini vaganti". A dichiararlo, in un comunicato stampa, è il WWF di Rimini dopo che, domenica scorsa all'apertura della caccia, un ciclista è stato sfiorato al volto da un pallino anche se, al momento, non sembrerebbe che si sia poi recato al pronto soccorso per farsi medicare

"Il WWF - prosegue il comunicato - può solo dire che ancora una volta è andata bene, solo un pallino vicino ad un occhio, in fondo non è niente...poteva andare peggio. Ma il peggio può sempre capitare quando si costringono ciclisti ed escursionisti, a piedi e a cavallo, a convivere con le battute di caccia senza alcuna distanza di rispetto dalla ciclabile.
E' assurdo infatti consentire di sparare normalmente in un luogo molto frequentato, specie la domenica e in bella stagione, da persone di ogni età e anche da bambini, gente che considera il fiume un luogo tranquillo, un parco dove poter andare a passare il tempo libero,  in totale sicurezza lontano dal traffico e dall'inquinamento. Abbiamo visto bellissime ciclabili in Austria e anche nel Trentino, molto frequentate dai turisti, ma da nessuna parte è prevista la caccia a ridosso delle piste. Per provare questa esperienza i turisti devono venire da noi, in Valmarecchia".

"In verità - conclude l'associazione - la Provincia poi aveva previsto fino al 2014 ( nel suo Calendario venatorio ) la caccia a ridosso della ciclabile “con l'avvertenza - per i cacciatori  - di non attraversare il percorso e di non camminare lungo lo stesso con il fucile carico”... e poi ancora“ con l'accortezza che la traiettoria di tiro non attraversasse il percorso”, ma si trattava solo di un “consiglio”, del tutto risibile in quanto il suo non rispetto non era sanzionabile in alcun modo….. Poi con l'abolizione delle province, grazie al governo Renzi, la competenza è passata alla regione e anche il “consiglio” per i cacciatori è decaduto, cosi oggi la notizia vera è che si può sparare liberamente a ridosso della pista e in tutte le direzioni e chi la frequenta lo fa a totale suo rischio e pericolo….. E il consiglio che rimane da dare è perciò di star lontani dalla pista ciclabile nei giorni di caccia Non sappiamo se il presidente della Regione e i nostri sindaci lo sanno ma pare sia proprio cosi, ed è  una esperienza, quella di un percorso ciclopedonale con rischio impallinata, che crediamo sia unico in Europa e che dovrebbe essere adeguatamente pubblicizzato come parte della nostra offerta turistica".
 

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