Ai mussulmani un’area del cimitero di San Martino Monte l’Abate

Consegnata mercoledì un’area del cimitero di San Martino Monte l’Abate alla comunità riminese di fede mussulmana. “E' un'iniziativa semplice", ha detto il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi

Consegnata mercoledì un’area del cimitero di San Martino Monte l’Abate alla comunità riminese di fede mussulmana. “E' un'iniziativa semplice – ha detto il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi -. Così come deve essere quando un’Amministrazione pubblica risponde ai bisogni dei propri cittadini. Oggi noi, Rimini è questo, ed è giusto che una Città sensibile e pluralista come la nostra riconosca tutti i suoi cittadini".

"Questo è un luogo degli affetti, che non hanno colore, fede ma solo sentimento - continua Gnassi -. Oggi Rimini è un luogo dove chi è nato qui sa mischiare il proprio dialetto con chi viene da lontano ma a questa terra è legato sentendola come propria, a casa come nel lavoro, nella scuola, al bar, ed è per questo che penso che oggi questa Amministrazione faccia solo il proprio dovere.”

Con lo scoprimento della targa, l’Amministrazione comunale ha consegnato mercoledì mattina un’area del cimitero di San Martino Monte l’Abate alla comunità mussulmana, venendo incontro a una richiesta avanzata negli scorsi anni per garantire, nel rispetto delle normative nazionali e locali per le attività funebri, il rispetto dei principi e delle pratiche previste dai propri culti religiosi, così come già avvenuto per la comunità ortodossa nel Cimitero monumentale della città nel 2010. Alcune religioni, infatti, richiedono l’organizzazione dei campi per la sepoltura delle salme in modo differente dalle prassi consolidate, come, a titolo di esempio, la religione ebraica che richiede che il sedime di sepoltura divenga perpetuo, mentre nel caso dei musulmani che le salme siano orientate verso “La Mecca”. Modalità operative che consigliano quindi l’assegnazione a determinati praticanti di altre religioni di porzioni di strutture cimiteriali.

“Le cose hanno un loro tempo – ha detto Alessandro Cavuoti, presidente del Centro di cultura islamica di Rimini presente a nome della comunità mussulmana – e quando si pianta un seme ci vuole tempo per raccoglierne un frutto. Oggi è arrivato quel momento e di questo vorrei ringraziare attraverso il Sindaco l’intera Amministrazione comunale.”

Sono 16.983 i cittadini riminesi residenti provenienti sia da paesi dell’Europa dell’Est che dai paesi extracomunitari che oggi rappresentano l’11,72% dell’intera popolazione residente mantenendo il trend in aumento costante, (nell’anno 1992 i residenti stranieri a Rimini erano n. 1.848) con un sostanziale bilanciamento numerico tra uomini e donne. “Un dato che – ha detto l’assessore agli Affari generali Irina Imola – conferma quanto sia necessario sviluppare un percorso di relazioni con tutti i nostri cittadini anche per il forte valore culturale aggiunto che queste relazioni possono apportare alla qualità della vita della città”.

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