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Clandestini siriani: a gestire la tratta di esseri umani era albergatore riminese

Sono circa 200 i cittadini siriani, tra i quali donne e diversi minori, intercettati e bloccati dalla polizia nella nottata tra lunedì e martedì a bordo di quattro pullman in transito tra Chianciano e Ivrea

Stroncata dalla Procura di Rimini la tratta dei clandestini siriani che, una volta arrivati in Italia, venivano presi in carico da un gruppo di scafisti "di terra" i quali si occupavano di gestire il loro viaggio verso i paesi del nord Europa. L'indagine, che nella notte tra lunedì e martedì ha visto arrestare 6 persone e scoprire circa 200 clandestini in viaggio, era nata a Rimini dopo che, lo scorso agosto, un pullman di proprietà di una ditta riminese era stato fermato in Svezia con 45 profughi a bordo. A organizzare la tratta di esseri umani sarebbe, secondo l'accusa, un albergatore riminese, 52enne, di origini siriane e un siriano 47enne entrambi fermati a Chianciano insieme a due pullman di profughi. Nell'operazione sono stati arrestati in flagranza di reato anche quattro "traghettatori", due palestinesi e due romani. Al gruppo vengono contestate le accuse di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, reato contemplato dalla Legge Bossi-Fini che prevede una condanna fino a 15 anni di reclusione.

L'indagine ha permesso di individuare vari episodi di immigrazione clandestina con i profughi che, dalle coste del sud Italia, passavano per Rimini dove si appoggiavano all'hotel del 52enne per poi riprendere il viaggio alla volta del nord Europa. In particolare, viene contestato un viaggio avvenuto il 2 agosto dove, 25 extracomunitari privi di qualsiasi documento, sono stati portati a Copenaghen; un secondo viaggio, il 15 di agosto, dove 60 clandestini sono arrivati in Svezia; il 21 agosto sono stati 100 gli extracomunitari, a bordo di due pullman, arrivati sempre in Svezia. Il viaggio che ha permesso di scoprire la tratta di esseri umani è stato il quarto, avvenuto il 28 agosto, dove a Malmoe, in Svezia, sono stati individuati i profughi.

La banda di traghettatori, che si era vista così bruciare la direttrice adriatica, ha quindi deciso di spostarsi su quella tirrenica per riprendere i viaggi verso il nord. Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, i gruppi di clandestini provenienti dalla Siria, una volta sbarcati sulle coste italiane, venivano poi camuffati da pullman turistici coi quali attraversavano i vari confini europei per arrivare alle loro destinazioni. Nella giornata di lunedì sono stati individuati quattro pullman in viaggio che hanno fatto scattare il blitz della polizia. In tutto sono stati fermati tra Siena e Ivrea circa 200 profughi, tra cui donne e bambini, tutti in buona salute anche se molti di essi hanno i polpastrelli delle dita bruciati o ricoperti di colla per impedire di essere identificati.

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