Clienti "vittime" del Mercatone Uno, incontro indetto da Federconsumatori

Dopo il fallimento dell'azienda, l'associazione invita chi ha pagato gli acquisti ma non li ha mai ricevuti

La Federconsumatori di Rimni, in seguito al fallimento del Mercatone Uno che ha visto chiudere improvvisamente tutti i negozi, ha indetto un incontro con chi ha acquistato della merce, anticipando il denaro, e che difficilmente vedrà recapitarsela o vedersi restituiti i soldi. L'appuntamento è fissato per il prossimo 4 giugno, alle ore 20.30, presso la sede di Federconsumatori in via Caduti di Marzabotto.

Intanto sindacati e istituzioni sono uniti nell’affrontare la crisi del Mercatone Uno. Questo condividendo l’obiettivo prioritario di salvaguardare i lavoratori del Mercatone Uno e mettere in campo tutte le azioni possibili per assicurare gli ammortizzatori sociali e la rapida riapertura dei punti vendita su tutto il territorio emiliano-romagnolo anche a tutela dei clienti.

È quanto emerso giovedì mattina in Regione a Bologna, dove si è svolto un incontro sul fallimento decretato dal tribunale di Milano della Shernon holding, che nell’estate dello scorso anno aveva rilevato il marchio Mercatone Uno. All’incontro convocato giovedì dall’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, hanno partecipato le organizzazioni sindacali, la Città Metropolitana di Bologna e gli amministratori dei Comuni dell’Emilia-Romagna dove hanno sede le attività della Mercatone Uno, cedute nel 2018 alla Shernon.

La riunione sulla crisi del Mercatone Uno precede l’incontro di oggi pomeriggio a Roma, al Ministero dello Sviluppo economico, del tavolo tecnico con l’associazione de fornitori e dei creditori, a seguito del quale sarà necessario riaggiornare il tavolo regionale già dalla prossima settimana. Per la tutela dei posti di lavoro si attende una rapida pronuncia da parte del Tribunale di Bologna sulla retrocessione del compendio aziendale dalla Shernon, che consentirebbe la riapertura della procedura di amministrazione straordinaria. Dalla riunione è inoltre emersa la richiesta al Governo, cui fa capo il tavolo di crisi aziendale del Mercatone Uno, perchè una volta ottenuta la retrocessione agisca immediatamente affinché si attivino gli ammortizzatori sociali e l’amministrazione straordinaria per la riapertura dei punti vendita (attivando anche le risorse necessarie), così da mantenere il valore delle attiività commerciali per rilanciare il marchio. Tutto questo con l’individuazione di nuovi acquirenti che presentino un piano industriale credibile. A sostegno di ciò la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione un bando di finanziamento, già attivo, per la formazione dei lavoratori per soggeti imprenditoriali che garantiscano la continuità aziendale.

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La Regione interverrà a tutti i tavoli nazionali presso il Ministero dello Sviluppo economico e, in accordo con enti locali e i sindacati, vigilerà e renderà fruibili tutti gli strumenti a sua disposizione a supporto dell'azione ministeriale, per una rapida e necessaria tutela occupazionale. L’ex Mercatone Uno oggi conta 1800 dipendenti in tutta Italia e 55 punti vendita. Numeri che in Emilia-Romagna significano circa 450 lavoratori, 10 punti vendita (Bertinoro, Bologna Navile, Ferrara, Mesola Rimini, Rottofreno, Rubiera, Russi, San Giorgio di Piano, San Giuseppe di Comacchio) a cui si aggiungono la sede della logistica a San Giorgio Piano (Bo) e la centrale di Imola.

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