Cronaca

Colpito con una coltellata, il bollettino medico sulle condizioni del piccolo: "E' sveglio e risponde ai genitori"

Nello stesso episodio sono state ferite anche due donne, prese in carico ieri presso l’Ospedale Bufalini di Cesena

Aggiornamento della domenica pomeriggio sul bimbo di 6 anni ferito con un'arma da taglio che ha lesionato l’arteria carotide, nel pomeriggio di terrore e sangue vissuto nella giornata di sabato e che ha visto il ferimento di altre persone e l'arresto di un somalo di 26 anni, quale autore dei fendenti. L’équipe di chirurgia vascolare diretta dal dottor Salvatore Tarantini ha sottoposto il paziente ad intervento in due tempi, ora terminato. È attualmente ricoverato in terapia intensiva. La TAC di controllo e l’esame clinico non hanno mostrato danni neurologici. È sveglio, risponde ai genitori. La prognosi rimane riservata per le prossime 24 ore. Sono state attivate tutte le figure professionali a sostegno del nucleo familiare. Nello stesso episodio sono state ferite anche due donne, prese in carico ieri presso l’Ospedale Bufalini di Cesena. Una, con lesioni multiple superficiali,  è stata già dimessa. La seconda è ancora ricoverata in chirurgia d’urgenza,  con prognosi 60 giorni.

Le parole del sindaco Gnassi: "Aveva già dato segni di violenza, perché girava liberamente?"

L'inchiesta: il delirio di uno squilibrato

Procede, intanto, l'inchiesta della polizia di Stato per ricostruire con esattezza quanto accaduto nel tardo pomeriggio di sabato a partire da quando Somale Eduula è salito sull'autobus della Linea 11 per viaggiare in direzione di Rimini. Il somalo, con lo status di richiedente asilo, domiciliato a Riccione presso un istituto di volontariato dove secondo quanto riportato dal sindaco Andrea Gnassi in passato aveva già dato dei segnali di forte aggressività. Sul mezzo pubblico, all'altezza del Marano, l'accoltellatore era stato sorpreso da due accertatrici della Start Romagna mentre viaggiava senza il regolare biglietto. Erano così iniziate le procedure per sanzionarlo quando, all'improvviso, Eduula ha iniziato a dare in escandescenza e dallo zaino ha estratto un set di coltelli da pasto coi quali ha aggredito le due donne. Una è stata raggiunta alla spalla mentre la seconda, in maniera non seria, al collo. Visto il trambusto, l'autista non ha potuto far altro che bloccare il mezzo alla fermata del Talassoterapico ed apire le porte. Il somalo, quindi, è sceso cercando di bloccare senza riuscirci le auto in transito per poi scappare a piedi in direzione di Rimini. Durante la sua fuga ha incrociato Tamin che passeggiava con la sua mamma e la sorellina e, sempre col coltello, ha aggredito il piccolo per poi continuare a correre colpendo una quarta persona rimasta lievemente ferita.

Le reazioni politiche: "La goccia che ha fatto traboccare il vaso, riprendiamoci Rimini"

Il Procuratore capo: "Nessun indizio di legami col terrorismo"

Fin dai primi concitati momenti si è temuto che quello messo in atto da Somale Eduula fosse legato al terrorismo anche perchè i primi testimoni hanno dichiarato come il 26enne urlasse frasi sconnesse nella sua lingua. Una tesi subito smentita dagli inquirenti e, sulla questione, è intervenuta anche il Procuratore della Repubblica Elisabetta Melotti che ha dichiarato come: "Allo stato non c'è alcun elemento che faccia ravvisare questioni inerenti al terrorismo. Sono state contestate ipotesi di tentato omicidio".

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