Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Con la scusa di protestare imbrattano i muri di Rimini: offese a Polizia e al premier Conte, denunciati cinque ragazzi

Dopo una prima scritta l’equipaggio ha allertato la Centrale Operativa e si è messa alla ricerca di una possibile azione dimostrativa ancora in atto perlustrando i siti più sensibili della città di Rimini. 

Durante i servizi di pattugliamento della Polizia, alle ore 21 circa di venerdì sulla facciata di un immobile nei pressi dell’Arco d’Augusto, un equipaggio ha rinvenuto una nuova scritta, tracciata con vernice di colore rosso, ritenuta recente, dal seguente contenuto “Dove finisce l’emergenza sanitaria e dove inizia il laboratorio di repressione?”. Pertanto, l’equipaggio ha allertato la Centrale Operativa e si è messa alla ricerca di una possibile azione dimostrativa ancora in atto perlustrando i siti più sensibili della città di Rimini. 

Alle 21.30, in via Arnaldo da Brescia, sono state rintracciate ulteriori scritte, tracciate sulle mura storiche dello stadio di calcio “Romeo Neri”, di proprietà comunale, ed effettuato il giro perimetrale della struttura sportiva, i poliziotti hanno trovato un gruppo di 5 giovani, indossanti le mascherine, che all’atto dell’identificazione hanno ammesso le proprie responsabilità consegnando ai poliziotti le 3 bombolette spray di vernice di colore bianco e rosso.

Il successivo sopralluogo ha consentito di trovare altre scritte come "No coprifuoco, stato boia", "acab", "Meno lockdown e più ospedali", "più sbirri morti", "sbirri m**da", "sbirro musolungo occhio che vi infettiamo" e offese al premier Giuseppe Conte e alla Digos. I giovani sono stati denunciati, uno di loro è minorenne

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