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Con lo spettacolo “Fughe da fermi” San Patrignano celebra l'8 marzo

«E’ un modo anche questo per dire basta alla violenza contro le donne", ha sottolineato prima dello spettacolo Alessandra Liquori O’Neil dell’UNICRI e responsabile DADNET

Ottocento studenti incantati nell’ascoltare la storia di Veronica, ragazza di San Patrignano che grazie alla comunità è riuscita a lasciarsi alle spalle un passato di tossicodipendenza. Ragazzi e soprattutto ragazze che si sono riviste in lei, in alcuni suoi atteggiamenti di qualche anno fa, nei racconti delle prime canne e delle serate in discoteca fra pasticche ed alcol. E chissà che in alcune di loro la sua storia non abbia fatto scattare qualche riflessione più profonda.

E’ stato con questo spettacolo di prevenzione “Fughe da fermi” che San Patrignano ha scelto di festeggiare l’8 marzo, con una testimonial al femminile che ha raccontato la sua storia di dipendenze. Uno spettacolo tenutosi presso il Palacongressi di Rimini e realizzato su invito dell’Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia (UNICRI) e in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPA).  

«E’ un modo anche questo per dire basta alla violenza contro le donne – ha sottolineato prima dello spettacolo Alessandra Liquori O’Neil dell’UNICRI e responsabile DADNET – E’ importante sensibilizzare i giovani su questi argomenti per mettere un punto anche all’uso di sostanze. Questo l’obiettivo della giornata che abbiamo scelto di intitolare “Gender and Addiction: What do you know about it?”, per informare i giovani, e in particolare le ragazze, sulle peculiarità della tossicodipendenza al femminile».

L'iniziativa di Rimini, si era inserita nel progetto Droga Alcol Donna Network, pensato dall'UNICRI proprio con l'obiettivo di creare una rete di operatori formati nello svolgere attività di prevenzione, di  trattamento e di recupero dalla tossicodipendenza al femminile.  Al centro, non soltanto giovani donne che usano sostanze, ma anche persone considerate “a rischio” o ragazze che ne fanno un uso occasionale, banalizzandone i pericoli e non valutando appieno le conseguenze devastanti che il loro uso può avere, anche nella prospettiva di una futura genitorialità.

Il progetto DAD.NET ha già raggiunto un importante obiettivo internazionale: l’approvazione di una Risoluzione alla 55ma Sessione della Commissione sui Narcotici dell’ONU, che impegna gli Stati membri a promuovere “strategie e misure rivolte agli specifici bisogni delle donne nel contesto di programmi e strategie comprensivi ed integrati di riduzione della domanda di droga”.
Coinvolto nel progetto anche il Dipartimento Politiche Antidroga, tanto che ha partecipato all’evento anche il capo del dipartimento Giovanni Serpelloni: «Come diceva Martin Luther King può essere che non siamo responsabili della situazione in cui viviamo, ma lo siamo di quella in cui vivremo. Per questo dovete essere consapevoli della problematica delle dipendenze e usare il cervello in determinate situazioni».

A portare il suo saluto anche il presidente della provincia di Rimini Stefano Vitali: «San Patrignano è una realtà fondamentale per il nostro territorio perché ci spinge ogni giorno a ragionare attorno ad una problematica che viene spesso e volentieri nascosta, ma che coinvolge l’intera società. Mi piace sottolineare inoltre quanto sia difficile uscire dal problema della tossicodipendenza. E’ giusto che a parlarne allora sia chi questa fatica l’ha affrontata e superata».

L’evento, prima tappa del progetto WePad promosso dal DPA assieme all’Istituto scolastico Valturio di Rimini, si è fra l’altro aggiunto al progetto avviato da San Patrignano “Una casa per crescere” a cui è destinata questa settimana di raccolta fondi, volta a sostenere i servizi che San Patrignano svolge, in modo totalmente gratuito, per le 250 donne e madri accolte in comunità. Fino a domenica è possibile donare un euro inviando un SMS al 45591 o due euro chiamando lo stesso numero da rete fissa. Per informazioni è inoltre attivo il numero verde 800 316614.

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