Dopo il tracollo il Comune di Rimini revoca il patrocinio al Beat Village

Palazzo Garampi si riserva di procedere nelle sedi opportune nei confronti degli organizzatori della manifestazione per il danno d’immagine procurato alla città

In una nota stampa, diffusa nella mattinata di venerdì, il Comune di Rimini ha deciso di revocare il patrocinio al Beat Village. "A seguito di formale comunicazione - si legge nella nota di palazzo Garampi - inviata dal Comune di Rimini in data 16 luglio 2018, in cui venivano richiesti agli organizzatori ufficiali chiarimenti circa defezioni artistiche al programma della manifestazione ‘Beat Village’, in assenza o scarsità delle quali si sarebbe provveduto all’avvio della procedura di revoca del patrocinio non oneroso. Dopo avere assunto in seguito altre informazioni e notizie (pubblicate anche dagli organi di informazione locali) circa l’aggiungersi di nuovi  forfait a causa di ‘gravi inadempienze contrattuali’ lamentate dai manager degli artisti, il Comune di Rimini si vede costretto a revocare il patrocinio non oneroso concesso all’iniziativa ‘Beat Village’. Questo come prevede la legge 241/90, che consente agli enti pubblici di rivalutare i propri atti in ragione di fatti sopravvenuti e mutamenti della situazione iniziale sulla quale era stata assunta la decisione originaria. Inoltre, il Comune di Rimini si riserva di procedere nelle sedi opportune nei confronti degli organizzatori della manifestazione ‘Beat Village’ per il danno d’immagine procurato alla città di Rimini". La decisione era già stata annunciata nella serata di giovadì quando, oramai, era chiaro che sarebbe saltato anche il concerto di Al Bano e Romina Power.

Dal canto suo, tuttavia, anche l'organizzatore Willer Dolorati è pronto a ricorrere alle carte bollate sostenendo, a sua volta, di essere stato vittima "dell’indifferenza delle istituzioni locali le quali non hanno dato alcun sostegno morale, economico e politico, ignorando completamente tale manifestazione e tutti gli artisti saliti sul palco". Allo stesso tempo Dolorati ha garantito che tutti i biglietti saranno rimborsati.

"E’ stato un buco nell’acqua e la città di Rimini, in termini di immagine, ne fa le spese perché i "truffati" sono tanti - ha commentato Marzio Pecci, capogruppo della Lega in consiglio comunale. - L’annullamento degli appuntamenti di diversi artisti, le recenti dimissioni del Direttore Artitstico e la cancellazione della serata di ieri di Romina e Al Bano nonché le dichiarazioni di questo ultimo che ha definito l’evento  “una trappola” e che “In 53 anni di carriera non ci era mai successa una cosa del genere”, hanno messo in evidenza il dilettantismo degli amministratori locali. Ciò che è successo ieri, però, non è frutto del caso. Dopo i successi degli anni passati, si può dire che "munta la mucca" dagli imprenditori professionisti è arrivato, il turno dei "rabazzieri". Per questo ritengo che continuare a "puntare" sul turismo degli eventi sia un errore  perché è sotto gli occhi di tutti che cominciano a “fare acqua”. Infatti non brinda più il Rose&Crown che ha soppresso il “Summer festival”, non brinda più la “Notte Rosa” che ha perso appeal, non brinda più la Molo Street severamente criticata dal consigliere Erbetta che, però, gli è costata l’uscita da Patto Civico. Insomma la Rimini del divertimento sta diventando un disastro! Le responsabilità dell’Amministrazione su questi progetti è altissima e, oggi,  non basta dichiarare di ritirare il patrocinio per chiamarsi fuori occorre, invece, rivedere la politica turistica riminese. La politica del divertimento va completamente ripensata e trattata con professionalità e per questo, al Sindaco, diciamo “basta dilettanti in Giunta ed in amministrazione”".

Tiranto in ballo sull'argomento dal consigliere Pecci, Richard Di Angelo del Rose&Crown ha voluto sottolineare che "Il nostro Summer Festival, per i quattro anni della sua esperienza, non ha mai ricevuto nessun aiuto dal Comune di Rimini, anzi. Si è sempre trattato di una impresa di privati che, con un enorme sforzo economico, ha voluto regalare alla città e ai turisti della buona musica senza, peraltro, pretendere nulla in cambio. La decisione, per quest'anno, di non organizzare l'evento è arrivata solo e soltanto per nostra scelta senza nessun tipo di interferenza. Per altro, nel 2017, abbiamo investito di tasca nostra 230milla euro e, tutte le date in programma, si sono svolte regolarmente senza contestazioni di pubblico che, gratuitamente, ha potuto assistere a tutti i concerti in calendario. Inoltre, nell'ultima edizione del Rose&Crown Summer Festival, abbiamo portato a Rimini, dai dati che ci sono arrivati dagli hotel, circa 8.000 turisti che hanno soggiornato, pranzato, cenato e usufruito delle spiagge in concomitanza e per lo svolgimento dell'evento".

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