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Cronaca

Concessioni balneari, al governo c'è chi pensa alla proroga. "Prendiamo tempo fino al 2024"

Nuovo round sulla Bolkestein, Maurizio Gasparri (Forza Italia): "Ragionevole prorogare per convincere le autorità europee che gli indirizzi sin qui espressi sono sbagliati". Morrone: "Noi con le imprese"

Si apre un nuovo tavolo di discussione, in sede parlamentare, sul futuro delle concessioni balneari. Tra chi, come Maurizio Gasparri di Forza Italia, chiede una proroga fino al 2024 e chi vuole aprire un nuovo tavolo di confronto tra centrodestra e rappresentanti degli stabilimenti balneari. Il tema resta intricato e di estrema attualità. Con i prossimi mesi destinati ad essere cruciali sulla decisione finale da assumere. "Bisogna fare un punto della situazione nell'ambito della maggioranza per un confronto poi esteso a tutte le forze politiche, per capire quale percorso intraprendere per tutelare le imprese italiane - dice il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, esponente di Forza Italia -. Bisogna quindi ascoltare le associazioni di categoria e utilizzare al meglio il tempo che le leggi vigenti concedono. Infatti, c'è un termine che scade alla fine del 2023, ma che può essere già esteso con le norme vigenti al 2024. Sarebbe ragionevole prorogare, con il decreto appunto chiamato Milleproroghe, questo termine, per avere più tempo, per convincere le autorità europee che gli indirizzi sin qui espressi sono sbagliati e contrari all'interesse di un settore strategico per l'Italia. Per questo abbiamo voluto delle norme che lasciassero uno spazio temporale al nuovo governo di centrodestra".

"Confronto e dialogo diretti con tutti gli attori del mondo balneare. La nostra richiesta è quella di insediare al più presto un Tavolo tecnico dove l'intera compagine di centrodestra possa misurarsi con le associazioni di categoria coinvolte per mettere a punto un piano di interventi utile e concreto nel decreto Milleproroghe". Questa la posizione del deputato romagnolo Jacopo Morrone e del senatore pugliese Roberto Marti, entrambi della Lega. "È noto che la Lega è da sempre vicina alle istanze delle 30 mila imprese che operano nel settore del turismo balneare direttamente o erogando servizi. Secondo un recente studio il settore balneare italiano sarebbe il 'primo produttore di ricchezza derivato dal turismo del nostro Paese'. Di qui la considerazione di quanto sia cruciale il settore per l'economia e in particolare per le regioni costiere. Il turismo è una miniera d'oro e come tale deve essere tutelato senza sottostimarne i problemi, costruendo progetti di ampio respiro all'interno di una visione complessiva del settore. Sul turismo dobbiamo investire perché il Paese ha ancora enormi potenzialità inespresse in questo comparto. Per questo abbiamo fin da subito considerato prioritario superare le ricadute negative della direttiva Bolkestein con iniziative ad hoc. Siamo tuttora convinti che esistano soluzioni percorribili per mettere d'accordo le esigenze delle imprese italiane del settore e direttive e giurisprudenza UE".

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