Conclusa Moby Cult, l'organizzatrice: "Poca disponibilità negli spazi di Castel Sismondo"

Manola Lazzarini confida in un dialogo sempre più aperto e solidale con il Comune di Rimini

Si è conclusa domenica 2 settembre la 28esima edizione di Moby Cult, la rassegna di incontri con l’autore curata da Manola Lazzarini per l’associazione “Il libro nella città”, in collaborazione con la Cna e il Comune di Rimini. Gli incontri per quest’anno sono terminati e Manola Lazzarini confida in un dialogo sempre più aperto e solidale con il Comune di Rimini. "Tante le cose positive: il contributo del Comune di Rimini e della Cna, la partecipazione e il sostegno del pubblico, la disponibilità degli autori e la bellezza della corte di Castel Sismondo che anche quest’anno il Comune ci ha concesso come sede delle nostre serate – dice Manola Lazzarini –. Una sede che molti riminesi hanno scoperto proprio in occasione di Moby Cult. Sono stati tanti tra il pubblico della “mia” rassegna che non avevano mai visitato il Castello e il suo giardino e che, grazie agli incontri con l’autore, per la prima volta hanno varcato il portone di questo magnifico edificio e mi hanno ringraziato per avere offerto loro questa opportunità".

Dopo gli aspetti positivi alcune criticità che la curatrice della rassegna ritiene facilmente superabili. "Sia quest’anno che negli anni passati, in considerazione dell’interesse per Moby Cult dei nostri concittadini e non solo, avrei potuto organizzare una rassegna più corposa se ci fosse stata una maggiore disponibilità nell’utilizzo del Castello. Credo che il Comune debba sostenere tali iniziative e dare un’impronta culturale a Castel Sismondo, destinandolo a iniziative di una certa rilevanza e facendo selezioni accurate sulla scelta degli eventi e di chi li propone".

Nell’edizione 2018 di Moby Cult ci sono stati solo sette incontri, "perché – ripete Lazzarini – non c’era la disponibilità del Castello, già impegnato per altri eventi. Molti autori si erano resi disponibili, ma è non stato possibile offrire altre serate e quindi ho dovuto declinare. Gli scrittori importanti d’estate sono impegnati in tutta Italia per presentare i loro libri e offrire loro un’unica data, non consente di prendere accordi. Infatti vanno coordinate la disponibilità del Castello, quella degli autori e il calendario delle altre iniziative culturali della città, affinché non vi siano sovrapposizioni. Credo che Rimini si meriti un vero festival della letteratura e, per quanto mi riguarda, sarei in grado di organizzarlo e credo di averlo dimostrato con i nomi che ho portato in questi anni nella “mia” rassegna dedicata a Rimini. Grazie a Moby Cult sono arrivati nella nostra città anche molti scrittori esteri famosi e prestigiosi. Voglio ricordare il giallista americano Jeffery Deaver e lo scrittore spagnolo Paco Ignacio Taibo II, e anche tanti grandi autori italiani come, ad esempio, Carlo Lucarelli, Enrico Brizzi, Valerio Massimo Manfredi. Per non citare i personaggi del mondo dello spettacolo, della politica, del giornalismo, della televisione: da Lella Costa a Enrico Ruggeri, da Marco Travaglio a Mauro Corona, da Gian Antonio Stella a Claudio Martelli, da Mario Giordano a Paolo Crepet… E poi Silvana Giacobini, Vittorio Sgarbi, Antonella Boralevi, Enrico Franceschini, Roberto Vecchioni, Andrea Mingardi, Oliviero Beha, Sergio Rizzo, Piergiorgio Morosini…".

Sul palco di Moby Cult negli anni sono saliti anche molti scrittori locali, "tanto che in passato dedicavo una sezione della rassegna proprio a loro, intitolandola “Scaffale romagnolo” – ricorda Lazzarini –. Si tratta di autori che non hanno niente da invidiare ai loro colleghi “nazionali”, e anche a loro, nelle ultime edizioni, sono riuscita a dare poco spazio, sempre per le medesime motivazioni, ovvero le poche date disponibili a Castel Sismondo". Moby Cult si conferma un appuntamento amato e seguitissimo dal pubblico e una delle rassegne più prestigiose e di più lunga tradizione del territorio romagnolo. Per quanto riguarda la partecipazione del pubblico, l’edizione 2018 di Moby Cult non ha fatto eccezione. Anche quest’anno gli incontri hanno mostrato un gradimento importante da parte dei lettori che hanno assistito alle presentazioni, fatto domande agli autori e, al termine delle serate, si sono fatti autografare i libri con la firma di rito.

Sul palco della corte di Castel Sismondo sono saliti Eugenio Starnini con la biografia familiare “Sul pianoforte di nonna Albertina”, lo psichiatra Alessandro Meluzzi e l’accademico Giuseppe Romeo che hanno presentato il loro saggio “Un solo Dio per tutti? Politica e fede nelle religioni del Libro”, il maestro dell’avventura Marco Buticchi con il bestseller “La luce dell’Impero”. L’avvocato riminese Giuliano Bonizzato ha aperto la seconda settimana di Moby Cult 2018 con il suo ultimo libro “Scusa, ma sei normale, te?”, seguito dal giallista Stefano Tura con il thriller “A regola d’arte”. Introdotta dai tamburi sciamanici di Enza Carifi, Laura Bontà ha presentato il suo saggio “Corri il rischio di essere felice! Manuale interattivo di costellazioni familiari. Metodo Hellinger®”, e infine l’astrofilo Roberto Pinotti e il suo ultimo libro, “I signori del mondo. Dagli Ufo alla bifronte eredità aliena dell’umanità”. Come sempre, Moby Cult ha dato spazio a narrativa, saggistica e attualità, per incontrare il gusto di una più ampia categoria di lettori. Una caratteristica che ha decretato il successo della rassegna fin dalla prima edizione e che, afferma la curatrice Manola Lazzarini, continuerà anche nei prossimi anni «se ci saranno le condizioni per proseguire con questo importante evento dell’estate riminese».

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