Concorso "fatto su misura": nei guai due dirigenti dell'Ausl

Truffa e abuso d'ufficio su un bando pubblico per l'assegnazione di una borsa di studio. E' l'accusa che la Procura della Repubblica, dopo gli accertamenti della Guardia di Finanza, muove nei confronti di due dirigenti dell'Ausl

Truffa e abuso d'ufficio su un bando pubblico per l'assegnazione di una borsa di studio. E' l'accusa che la Procura della Repubblica, dopo gli accertamenti della Guardia di Finanza, muove nei confronti di due dirigenti dell'Ausl di Rimini. Per le accuse la borsa di studio “doveva” vincerla la figlia di una delle due dirigenti e per questo vi sarebbe stato l'accordo.

Si tratta di un incarico di 11mila euro di valore, relativo ad un progetto a favore di immigrati. La segnalazione sarebbe partita proprio dall'interno dell'Ausl, ben dettagliata, tanto che sono state poi avviate le indagini all'inizio dell'estate. In particolare, secondo le ipotesi della Guardia di Finanza, il bando di concorso aperto a tutti era stato poi modificato con l'inserimento di caratteristiche professionali particolari , tanto da rendere il posto esclusivo appannaggio della “predestinata”.

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