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Condanna a 30 anni per Marco Zinnanti: "Non c'è premeditazione"

Il giudice, nel suo dispositivo, ha riconosciuto l'assenza di premeditazione nell'efferato omicidio di Covignano nel quale ha perso la vita il 55enne freddato, nella mattina del 2 settembre 2012, con una fucilata esplosa a bruciapelo da un fucile a canne mozze

Oggi è stata fatta giustizia, adesso Leonardo può riposare in pace.  Questi sono momenti di angoscia unici con tante emozioni messe insieme. Dei soldi non ci interessa: non possono farlo tornare in vita”. Ha accolto la sentenza in lacrime Gaetana Orlando, l’ex moglie di Lorenzo Bernabini, e alla fine della lettura del dispositivo si è stretta in un profondo abbraccio col figlio Gabriele che le stava accanto. Sono state necessarie 3 ore di camera di consiglio al gup, Sonia Pasini, prima di emettere la sentenza di condanna nei confronti di Marco Zinnanti. Il giudice, nel suo dispositivo, ha riconosciuto l’assenza di premeditazione nell’efferato omicidio di Covignano nel quale ha perso la vita il 55enne freddato, nella mattina del 2 settembre 2012, con una fucilata esplosa a bruciapelo da un fucile a canne mozze tuttavia ha ammesso l'aggravante dei motivi futili scegliendo, comunque, di applicare la seconda pena massima. Nella sua requisitoria, il pubblico ministero Davide Ercolani aveva chiesto, per il 23enne, la pena dell'ergastolo. “Mi sento male per luiha commentato Martina, la figlia di Bernabini. – Mi ha fatto pena, perché adesso dovrà restare chiuso in carcere mentre io sono libera, ma 30 anni se li merita tutti e deve capire come mi sento io senza più un padre".

Zinnanti, che ha accolto il verdetto con un pianto di gioia, è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali, all’interdizione dai pubblici uffici e a 3 anni di libertà vigilata al termine della pena. Il 24enne, inoltre, dovrà pagare una provvisionale di 80mila euro all’ex moglie di Bernabini oltre a 160mila euro per ciascuno dei due figli della vittima e a 50mila euro alla sorella del taxista. È stato invece assolto dai capi d’imputazione 3 e 4, perché il fatto non sussiste, ossia per la modifica del fucile e per la detenzione di un'arma clandestina.

Condividiamo la sentenzaha commentato il difensore di Zinnanti, Marco Ditroianon mi aspettavo l’ergastolo perché la premeditazione non c’era. Tuttavia, cadendo la premeditazione non mi aspettavo nemmeno una condanna a 30 anni. La premeditazione è venuta a cadere perchè non c'era un piano criminoso, tuttavia non ho creato false aspettativa in Marco che si aspettava l'ergastolo e quindi è stato sollevato dalla sentenza. Quelle di Zinnanti erano lacrime di gioia: lui aveva paura dell’ergastolo. Il giudice ha comunque riconosciuto i futili motivi e, una volta lette le motivazioni, ci prepareremo a presentare appello. Marco si sta rendendo sempre più conto di quello che ha fatto e vuole pagare il suo gesto”. Alla lettura della sentenza la mamma del 23enne, Maria Buratta, è voluta uscire dall’aula. “Non è andata male ha poi commentato l’importante è che non gli abbiano dato l’ergastolo. Ringrazio il giudice che si è messa una mano sul cuore e ha pensato alla giovane età di mio figlio”.

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