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Condanna ad un anno di reclusione per Maria Buratta, distrusse auto del marito

La mamma di Marco Zinnanti, il killer di Covignano, lunedì aveva chiamato i carabinieri affermando di voler uccidere il proprio coniuge. Bloccata dai militari dell'Arma a Pietracuta mentre, con una spranga di ferro, stava distruggendo il lunotto del veicolo

Mano pesante del giudice che, martedì mattina nel corso del processo per direttissima, ha condannato ad un anno di reclusione Maria Buratta, madre di Marco Zinnanti il killer di Covignano, per danneggiamenti. La 51enne, lunedì mattina, era stata arrestata dai carabinieri di Novafeltria dopo che aveva annunciato la sua intenzione di uccidere il marito, ed era stata bloccata dai militari dell'Arma a Pietracuta dove, con una spranga di ferro, stava distruggendo l'auto di Tommaso Zinnanti. All'origine del gesto ci sarebbero stati dei conflitti familiari con l'uomo che, dopo essere stato scarcerato in quanto implicato nell'omicidio di Covignano, avrebbe lasciato la casa coniugale per allacciare una relazione con un'altra donna residente nell'entroterra riminese. Una situazione carica di tensione che avrebbe così fatto perdere la testa alla donna che, verso le 13.30 di lunedì, aveva chiamato il 112 declinando le proprie generalità e raccontando all'operatore di essere in macchina per recarsi ad uccidere il marito. Oltre alla condanna al carcere, per la quale la pena non è stata sospesa, la Buratta ha avuto il divieto di avvicinarsi al marito e di contattarlo in qualsiasi modo.

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