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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca

Traffico di clandestini, maxi-condanne e multe fino a un milione e mezzo di euro per l'albergatore e i suoi complici

L'indagine aveva permesso di individuare vari episodi di immigrazione clandestina con i profughi che, dalle coste del sud Italia, passavano per Rimini dove si appoggiavano all'hotel di un 52enne

Il traffico di clandestini era stato stroncato da un'indagine della Procura di Rimini che, nel 2013, aveva scoperto come la presunta tratta era stata messa in piedi da un gruppo di scafisti "di terra" i quali si occupavano di gestire il loro viaggio verso i paesi del nord Europa. A smascherare l'attività era stato il fermo casuale di un pullman, avvenuto nell'agosto di quell'anno in Svezia, con a bordo 45 cittadini siriani. Il mezzo era partito da Rimini e, dai controlli alla frontiera, era emerso che tutti i passeggeri erano sprovvisti del visto d'ingresso.

L'indagine aveva permesso di individuare vari episodi di immigrazione clandestina con i profughi che, dalle coste del sud Italia, passavano per Rimini dove si appoggiavano all'hotel di un 52enne,Chiekh Khaled Mohamed Samir, per poi riprendere il viaggio alla volta del nord Europa. In particolare, viene contestato un viaggio avvenuto il 2 agosto di quel 2013 dove 25 extracomunitari, privi di qualsiasi documento, erano stati portati a Copenaghen; un secondo viaggio, il 15 di agosto, dove 60 clandestini erano arrivati in Svezia; il 21 agosto sono stati 100 gli extracomunitari, a bordo di due pullman, arrivati sempre in Svezia. Il viaggio che ha permesso di scoprire la tratta di esseri umani è stato il quarto, avvenuto il 28 agosto, dove a Malmoe, in Svezia, sono poi stati individuati i profughi.

L’albergatore riminese di origini siriane Chiekh Khaled Mohamed Samir (difeso di fiducia dall’avvocato Vincenzo Gallo) a processo per reati riguardanti l’immigrazione clandestina è arrivata una condanna di sei anni di reclusione e un'ammenda da 1 milione e 540.000 euro su richiesta del pubblico ministero Davide Ercolani. Le condanne sono state comminate dal tribunale collegiale presieduto dal giudice Raffaele Deflorio. Sei anni di reclusione e stessa multa milionaria anche per Abou Zard, pluricampione di body building in Siria dove all’epoca era proprietario della più famosa palestra del Paese; la polizia lo definì a capo del gruppo. Altri due complici Ahmad El Debuch e Fawzi Metwalli sono stati condannati rispettivamente a 5 e due mesi e a 3 anni e 5 mesi di reclusione, oltre ad ulteriori multe milionarie rispettivamente per 1,5 milioni e un milione di euro. Chiesta invece l’assoluzione per non aver commesso di un ex dipendente di Chiekh Khaled. Il suo vecchio collaboratore la cui unica colpa è stata quella di essere stato mandato dal datore di lavoro a prendere accordi sui costi della permanenza di un centinaio di cittadini siriani in un camping del riminese. L’indagine ha accertato che era completamente estraneo alla vicenda: l’uomo è assistito dall’avvocato Monica Castiglioni.

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