Condannati gli stupratori del Marano, ma nel frattempo sono spariti

La vittima era stata violentata da due nordafricani nelle ex colonie abbandonate sulla spiaggia di Riccione

Due marocchini di 25 e 23 anni sono stati condannati rispettivamente a 9 e 7 anni di reclusione dopo essere stati riconosciuti colpevoli di violenza sessuale di gruppo e rapina. La vicenda risale al luglio del 2016 quando una riminese 46enne, che viveva nelle stanze diroccate di una ex colonia del Marano, era stata aggredita e violentata dai nordafricani. A distanza di quattro anni, però, nonostante l'arresto in flagranza e la giustizia che ha accertato le loro responsabilità, gli autori della violenza sono entrambi spariti dalla circolazione rendendosi irreperibili. All'epoca era stata la stessa vittima a chiedere aiuto ai carabinieri dopo la notte da incubo che aveva vissuto in balia dei suoi aguzzini quando i bruti si sono introdotti nella stanza della "Casa del Bimbo", a Riccione nella zona del Marano, dove la 46enne aveva trovato rifugio già da alcuni giorni. Mentre uno degli stupratori la teneva bloccata, il secondo aveva abusato di lei riempiendola di pugni al volto. Al termine della violenza, i nordafricani avevano lasciato la camera dopo aver bloccato la donna all'interno chiudendo la porta con una corda. Solo nel pomeriggio del giorno successivo, ancora in preda al terrore, la vittima era riuscita a liberarsi e a scendere in strada dove, col volto tumefatto e ancora sanguinante, era stata notata da alcuni passanti che hanno dato l'allarme.

Sul posto era intervenuta l'ambulanza del 118 con i sanitari che, dopo averle prestato le prime cure, avevano trasportato la vittima al pronto soccorso e avvertito i carabinieri della Perla Verde. I militari dell'Arma, arrivati nel nosocomio riccionese, avevano ascoltato il racconto agghiacciante della 46enne che aveva ripercorso tutti i dettagli della violenza, confermata da una visita ginecologica, oltre al fatto di essere stata derubata del cellulare sotto la minaccia di un coltello. Grazie a una buona descrizione degli aggressori, i carabinieri si erano messi sulle tracce dei nordafricani e avevano sottoposto alla vittima un album fotografico dove erano presenti le foto degli sbandati identificati, appena alcuni giorni prima, all'interno della struttura abbandonata.

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Tra le immagini, la 46enne aveva riconosciuto gli aguzzini e, i militari dell'Arma, avevano eseguito immediatamente un controllo della struttura abbandonata scovando, al quarto piano, i due marocchini che dormivano tranquillamente su dei giacigli di fortuna. Bloccati e portati in caserma erano risultati essere entrambi clandestini. Nel corso del sopralluogo, i carabinieri di Riccione avevano repertato anche alcune tracce di sangue mentre la vittima, che aveva riportato anche la frattura della mandibola, era stata sottoposta a una visita maxillofacciale.

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