Condannato falso commercialista che intascava soldi dei clienti

Il professionista, originario della Campania con studio a Cattolica, aveva fatto sparire 1,35 milioni di euro. Lo scorso gennaio era finito in manette

Lui era semplicemente laureato in Economia e Commercio ma, per tutti i suoi clienti, era un commercialista degno di fiducia. Studio professionale a Cattolica, casa a Riccione e una laurea conseguita nel 1991 alla quale, però, non era mai seguito l’esame d’abilitazione e, lo scorso 4 gennaio, era finito in manette in seguito a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La "brillante" carriera di Francesco La Torre, napoletano 48enne, si è interrotta nella giornata di mercoledì quando il gip Vinicio Cantarini lo ha condannato, con rito abbreviato, a 5 anni di reclusione per esercizio abusivo della professione, truffa ai danni dello Stato e di privati (aggravata dal rilevante danno economico e dall’aver abusato della professione), calunnia e furto aggravato. A stanare il falso commercialista era stata la Gurdia di Finanza quando i militari avevano iniziato ad acquisire una serie di denunce di cittadini infuriati per aver ricevuto avvisi di accertamento da parte dell’Amministrazione Finanziaria per tasse non pagate e contributi mai versati.

I contribuenti infatti erano convinti di essere in regola con il Fisco perché provvedevano regolarmente a consegnare al presunto professionista i soldi necessari a saldare i debiti con l’Erario. Quest’ultimo invece non solo non effettuava i pagamenti, trattenendo per sé l’intera somma da versare, ma in molti casi addirittura ometteva di presentare, per conto dei suoi clienti, le dichiarazioni dei redditi e di operare tutte le incombenze fiscali e contributive di cui era stato incaricato. A seguito delle comprensibili rimostranze dei contribuenti, il “professionista” li invitava addirittura a non preoccuparsi, affermando che si trattava di cartelle “pazze”, frutto di errori dell’Amministrazione Finanziaria. Lo stesso si è reso protagonista anche di gravi episodi disdicevoli; è stata infatti anche accertata la sua responsabilità circa un furto di assegni di importi rilevanti commesso ai danni di un suo collega di studio. Secondo quanto emerso dalle indagini il danno economico procurato ai clienti e alle casse dello Stato ammonta complessivamente a oltre 1 milione e 350 mila euro.

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