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Cronaca

Condhotel, la Regione rassicura i Rimini: "Eviteremo qualsiasi speculazione"

L’assessore regionale al turismo Andrea Corsini rassicura il Comune di Rimini a proposito dei Condhotel

“I Condhotel possono essere una grande opportunità di riqualificazione delle strutture alberghiere e come Regione siamo i primi ad avere interesse che questo strumento venga utilizzato evitando il rischio di qualsiasi speculazione. E’ un obiettivo che abbiamo ben presente. Il regolamento attuativo a cui lavoreremo insieme a Comuni ed associazioni di categoria, dovrà servire anche a questo”. L’assessore regionale al turismo Andrea Corsini rassicura il Comune di Rimini a proposito dei Condhotel, la nuova tipologia ricettiva già presente in molti Paesi europei e che dopo il decreto attuativo dello ‘Sblocca Italia’ sta per fare la sua comparsa – prima regione in Italia - anche in Emilia-Romagna. Grazie ai Condhotel gli albergatori potranno vendere ai privati parte delle camere dell’albergo, ottenendo risorse da reinvestire obbligatoriamente per accrescere la qualità delle strutture ricettive e dei servizi.

“Tra le regole che crediamo sia doveroso prevedere – spiega Corsini – vi è quella di non permettere che si possa assumere la residenza negli appartamenti ricavati dentro un Condhotel. Siamo altrettanto convinti che anche il vincolo dei dieci anni, previsto dalla normativa nazionale, per quanto riguarda l’erogazione dei servizi comuni e la gestione unitaria, vada superato e trasformato in permanente.”

L’assessore regionale al Turismo sottolinea l’autonomia di cui i Comuni potranno avvalersi nel prevedere nei loro strumenti urbanistici questa tipologia ricettiva – che comunque sarà possibile solo negli alberghi ad apertura annuale - a partire dalla localizzazione sul territorio. Sulla necessità di introdurre l’obbligatorietà dell’adeguamento sismico ricordata dal Comune di Rimini, Corsini precisa che è un aspetto già regolamentato da norme di settore. Quanto al frazionamento catastale delle unità abitative del Condhotel, esso è elemento imprescindibile per poter effettuare la vendita delle stesse: “E’ uno dei presupposti  tecnici – conclude l'assessore – su cui si fonda l’intera operazione”.

“I ‘Condhotel’ possono essere un’importante opportunità in chiave di riqualificazione urbana e turistica, ma dobbiamo scongiurare la possibilità che questa modalità ricettiva possa trasformarsi in uno strumento con una preminente impronta immobiliare, che stravolge le aree turistiche, a partire dal lungomare", è l'opinione dell'amministrazione comunale, annunciando che si presenterà al tavolo di confronto promosso dalla Regione per la definizione del regolamento attuativo "con spirito positivo, propositivo, partendo dai tanti elementi interessanti che la proposta contiene, ma con paletti ben precisi, con l’obiettivo di impedire che quasi 15mila camere oggi dedicate all’accoglienza alberghiera, cioè quella ‘misura del 40 per cento’, possano trasformarsi  in appartamenti ad uso residenziale esclusivo, con un evidente effetto negativo sull’intero sistema della nostra offerta turistica, in una fase peraltro di forte dinamismo e rilancio della sua qualità complessiva grazie agli investimenti sulla parte culturale, ambientale e sul waterfront. L’attività alberghiera di Rimini e della riviera di Rimini rappresenta uno dei principali ‘motori’ dell’offerta turistica e non può essere messa in pericolo in nessun modo".

Prosegue il Comune con una nota: "Le idee con cui l’Amministrazione Comunale si siederà al tavolo per offrire il proprio contributo al regolamento sui Condhotel vanno proprio in questa direzione: far sì che il prodotto turistico-ricettivo sia al centro del provvedimento, che dovrà fornire una visione d’insieme tenendo in considerazione anche le peculiarità e le pianificazioni urbanistiche dei diversi territori. L’intervento regionale dovrà prevedere un esplicito rinvio alla Pianificazione Comunale in modo che sia ogni singolo ente ad individuare gli ambiti dove sarà sostenibile l'applicazione della normativa dei Condhotel. Crediamo fortemente che vada garantita la potestà comunale nel pianificare in modo puntuale l’applicazione di questa opportunità. E’ chiaro che nell’ambito di programmi basati su obiettivi chiari e dichiarati di riqualificazione dell’offerta in fascia turistica, pensiamo al Parco del Mare, i Condhotel potrebbero avere un senso. Nessuna possibilità invece per operazioni immobiliari e/o che non abbiano al centro l’impresa turistica".

"L’Amministrazione chiederà che venga introdotto un tassativo divieto della possibilità di separare l'attività di condominio da quella dell'hotel al fine di creare evidenti operazioni speculative mirate solo ed esclusivamente ad aumentare la rendita fondiaria senza alcun beneficio per la riqualificazione del sistema turistico. Altro aspetto collegato è il vincolo sull’erogazione dei servizi comuni ricettivi del Condhotel: a parere nostro, comporta troppi rischi in prospettiva quel minimo di dieci anni fissato adesso dal decreto. Sarebbe più opportuno, per evitare scappatoie o furbate, un vincolo permanente - viene rimarcato -. Rispetto ai criteri dei Condhotel, si ritiene che i servizi comuni debbano avere standard qualitativi elevati, in linea con un albergo almeno 4 o 5 stelle, con l’obbligatorietà dell’adeguamento sismico o sostanziale miglioramento sismico. Per ciò che riguarda le unità immobiliari, a nostro avviso sarebbe opportuno un obbligo di apertura annuale dei servizi comuni per gli hotel a gestione stagionale e un divieto di frazionamento catastale della singola unità immobiliare. Si tratta di una serie di indicazioni puntuali che vanno nella direzione di far sì che questa importante opportunità sia davvero una leva di sviluppo economico e di riqualificazione urbana per i Comuni, che dia uno stimolo concreto agli investimenti pubblici e privati e che arricchisca in maniera significativa l’offerta turistica della nostra Regione. Non possiamo permetterci che la necessità non rinviabile di riqualificare il patrimonio alberghiero diventi la scusa per dare il fianco a speculazioni immobiliari insostenibili e inaccettabili".

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