Confcooperative difede Il Millepiedi: "C'è bisogno di dialogo non di accuse infondate"

La cooperativa ha operato nel pieno dei diritti previsti dall'accordo

"Quanto ci si può fidare della Cgil di Rimini?" È la domanda che Confcooperative Ravenna-Rimini si pone all’indomani del botta e risposta tra le associazioni sindacali e la cooperativa Il Millepiedi usando la stessa domanda che il sindacato si era posto parlando della cooperativa.

La vicenda tra la cooperativa e la Cgil

Confcooperative Ravenna-Rimini si rivolge direttamente al sindacato, sottolineando con rammarico come prima di inviare accuse gravi alla stampa, con riferimenti non corrispondenti al vero, avrebbe potuto proporre un momento di confronto con tutti i firmatari degli accordi in questione. Confcooperative Ravenna-Rimini avrebbe sicuramente partecipato all’incontro e fatto emergere la piena correttezza delle azioni intraprese dalla cooperativa Il Millepiedi. In questo momento, più che mai, c’è bisogno di dialogo e non di accuse che rischiano solo di inasprire un momento già molto delicato.

L’accordo

L’accordo stipulato tra i sindacati, la cooperativa Il Millepiedi e Confcooperative Ravenna-Rimini, in data 6 aprile, di natura non obbligatoria, prevedeva che il fondo di integrazione salariale (Fis) potesse essere anticipato dalla cooperativa ai propri lavoratori se ci fossero state le condizioni finanziare per farlo. Cosa che è avvenuta per il mese di febbraio, un dettaglio forse trascurato dalla Cgil. Con il perdurare della chiusura di tutte le attività e delle prestazioni svolte dalla cooperativa sociale (che opera in campo educativo) la disponibilità finanziaria dell'impresa è venuta ovviamente meno, rendendo impossibile anticipare il Fis ai propri lavoratori (si parla di una compagine di circa 380 soci e lavoratori). La cooperativa ha quindi optato, secondo quanto previsto dall’accordo, per il pagamento diretto da parte dell’Inps. Una scelta, resa nota in sede di accordo a tutti i firmatari e dettata dal bisogno di salvaguardare la tenuta economica dell'impresa e l’occupazione in modo da poter essere in grado di ripartire quando se ne presenteranno le condizioni. Confcooperative chiarisce  inoltre - rispetto a quanto affermato dal sindacato - che al Fis contribuiscono sì datori di lavoro e lavoratori, ma in questo specifico caso, con la causale COVID prevista dal D.L. 18 (Cura Italia) utilizzata nell’accordo, si attinge a risorse dello Stato.

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 Altro aspetto trascurato dalla Cgil è che Il Millepiedi si è resa disponibile verso i propri lavoratori all’anticipo del Tfr. La cooperativa, come molte altre associate a Confcooperative, sta mettendo in atto uno sforzo di eccezionale portata per affrontare la ri-progettazione dei servizi e salvaguardare il futuro dei propri soci e dei propri lavoratori (e tutti ne sono informati e ben consapevoli) oltre che delle famiglie che da tanti anni si affidano ai suoi servizi di welfare.

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