Assenteismo del Pd in Consiglio comunale, il M5S attacca

"Dopo aver discusso i primi punti che riguardavano delibere di Giunta il PD, alle 21.40, ha levato le tende facendo mancare il numero legale e, di conseguenza, la possibilità di portare avanti le altre discussioni"

Fuggi fuggi dei consiglieri comunali e il Consiglio si chiude anzitempo alle nove e mezza di sera per mancanza di numero legale, il tutto in diretta tv su 'Icaro Tv'. L'assenteismo dei consiglieri finisce ora nel mirino del Movimento 5 Stelle Rimini, che censurano quanto accaduto nel consiglio del 4 aprile.

Raccontano i grillini: “All'ordine del giorno c'erano 36 punti. Numerosi certo, ma lo sono perché le risposte da ottenere per la città di Rimini sono veramente tante e meritano lo stesso rispetto della "presunta" guerra al mattone del Sindaco Andrea Gnassi che, tanto per cambiare è venuto, ma non c'era niente che gli interessasse e se ne è andato. Dopo aver discusso i primi punti che riguardavano delibere di Giunta il PD, alle 21.40, ha levato le tende facendo mancare il numero legale e, di conseguenza, la possibilità di portare avanti le altre discussioni.Come ultimo atto la beffa del Consigliere Astolfi che, con il voto favorevole della maggioranza alla sua richiesta, ha saltato le dieci posizioni in fondo alle quali attendeva il suo punto in discussione”.

Insomma, un modo di procedere discutibile nella conduzione del Consiglio comunale, che fa gridare al M5S all'arroganza: “In termini di considerazione generale si è soliti attribuire il brutto difetto morale dell'arroganza a persone e istituzioni con un surplus di potere, che non sanno amministrare se non da prevaricatori. Quando l'arroganza e poi applicata ad un organismo che dovrebbe essere democratico per definizione ecco che si lascia dietro una scia di discriminazione e improduttività. Non che non sia successo altre volte, ma ieri sera lo scempio democratico è andato in onda su icaro tv e dunque vogliamo, con tutte le nostre forze, dissociarci da questo tipo di atteggiamenti”.

E ancora: “La minoranza, secondo le norme della democrazia, non è una simpatica appendice adottata per non far sembrare la sala del Consiglio Comunale troppo vuota, ma è la garanzia di un contraddittorio senza il quale la maggioranza perderebbe la misura delle cose. Siamo costretti a constatare che a Rimini il problema di questa noiosa interferenza è stato saltato a piedi pari. Come dovrebbe fare un Consigliere della minoranza, comunque espressione di una volontà popolare, a portare avanti un qualsivoglia tema? Dove è finita quella responsabilità tirata in ballo fino a ieri quando la nostra assenza minacciava i piani del monocratico PD?”

“Detto questo il nostro scopo non è quello di moralizzare nessuno, ognuno se la vede con la propria coscienza secondo i mezzi intellettivi che ha a disposizione, ma ci preme comunque di fornire gratuitamente un suggerimento. I Cittadini, quelli citati negli innumerevoli discorsi della Giunta, sono capacissimi di capire la differenza tra Commissioni Consiliari e Consigli Comunali aperti e chiusi in 72 ore nette, quando si tratta degli interessi di Partito, e il resto delle questioni di Rimini che langue nell'Ignavia perché non si hanno risposte politicamente convenienti da fornire. Un esempio? C'è una proposta di delibera atta a fermare l'ennesimo spreco di territorio e denaro, nella forma di un dimostrato inutile tempio crematorio. La delibera doveva essere esaminata entro la fine di febbraio ma giace li, sottoposta ai capricci del Sindaco e della maggioranza”.

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