Contestato lo spettacolo gender "Fa'afafine" nelle scuole di Rimini

Blitz notturno dell'associazione "Evita Peron": "Siamo pronte anche alle barricate per difendere i nostri figli"

Nella notte tra giovedì e venerdì a Rimini, presso la scuola primaria Montefiori, come in tante città italiane,  le militanti dell'associazione Evita Peron, il movimento femminile di Forza Nuova, hanno affisso uno striscione che recita "La favola del gender che non esiste". Motivo della protesta la possibilità degli istituti scolastici di rappresentare "Fa’afafine - Mi chiamo Alex e sono un dinosauro", uno spettacolo teatrale in cui un bambino vive problemi identitari che lo portano a credersi un giorno femmina e l’altro maschio. "Questo è lo spettacolo - spiega la segreteria nazionale dell'associazione - inserito nel calendario delle attività extrascolastiche teatrali come possibile scelta, tra vari, per i bambini delle scuole primarie oppure come spettacolo serale da consigliare alle famiglie. Ci hanno tacciato di sterile allarmismo quando iniziammo a parlare di gender, ci hanno deriso dichiarando che erano solamente illazioni; il gender non esiste, urlavano dai loro banchetto arcobaleno. Oggi ci sono solamente conferme del progetto perverso delle lobby LGBT".

"Oltre lo sporco gioco di macchiare l'innocenza dei bimbi più piccoli attraverso fiabe rivisitate, testi modificati, giochi del rispetto "a luci rosse" - aggiunge la responsabile nazionale, Desideria Raggi - le stesse si insinuano tra i più grandicelli per continuare l'opera satanica di destabilizzazione della loro affettività, minandone la sfera intima e imponendo loro modelli di "genere" nuovi da poter scegliere  e da considerare come assoluta normalità. Come in tempo di guerra si tenta di conquistare una città minandone le mura di cinta, la stessa tattica viene usata facendo leva sulle menti più innocenti per poter imporre il nuovo concetto di società "multi- gender"; una lenta ed incessante opera di distruzione dell'ordine naturale delle cose. Siamo pronte anche alle barricate per  difendere  i nostri figli, il nostro futuro, il futuro della Società. Lo spettacolo degli orrori, di una malata perversione che andrebbe solamente curata, non passerà!"

Anche il Carroccio lancia i suoi strali sulla possibilità per gli istituti scolastici di mettere in scena "Fa’afafine - Mi chiamo Alex e sono un dinosauro", lo spettacolo teatrale già oggetto di un’interrogazione parlamentare della Lega. "Lo spettacolo 'Fa'afafine - Mi chiamo Alex e sono un dinosauro' mira a promuovere la teoria gender: va pertanto garantita alle famiglie la possibilità di non coinvolgere i figli nel progetto". Lo chiede il segretario provinciale della Lega Nord riminese, Bruno Galli spiegando che "tale spettacolo verrà allestito in alcune scuole del riminese e coinvolgerà numerose scolaresche nell'ambito di un percorso di avvicinamento al teatro: un nobile intento, quest'ultimo, che tuttavia fa a pugni con il malcelato obiettivo di instillare nei ragazzi l'idea che possa esistere un 'terzo genere' alternativo ai due naturali".

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Per Galli, "fa specie che da un lato si continui diffusamente a negare l'esistenza di una teoria gender ma dall'altro si insista a inserirne riferimenti impliciti o espliciti in ambito scolastico. Alle famiglie va pertanto garantita la massima libertà di educazione su temi così delicati e, ove essi vengano affrontati nel programma didattico, la facoltà di richiedere l'esonero dei figli".

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