Contrari alla secessione: "Sassofeltrio e Montecopiolo restino nelle Marche"

Lettera alle più alte cariche dello Stato per interrompere l'iter che porterà i due paesi in Romagna

Mentre l'iter parlamentare per il passaggio di Montecopiolo e Sassofeltrio dalle Marche alla Romagna è stato avviato, così come deciso dai cittadini in un referendum nel lontano 2007, c'è chi non è convinto della secessione. Al momento, i promotori del comitato che vuole che tutto rimanga com'è hanno già raccolto 474 firme di residenti e l'adesione di 17 aziende inviando, allo stesso tempo, una lettera alle massime cariche dello Stato per interrompere la procedura. "L'intento della missiva - scrivono - è quello di far prendere coscienza vera della volontà di questa cittadinanza, che nonostante il referendum svoltosi il 24-25 giugno 2007, ora, a distanza di molti anni, esprime il proprio dissenso al distacco dalla Regione Marche e contestuale passaggio alla Regione Emilia Romagna. La raccolta firme non è terminata, sarà nostra cura inviare quanto prima le restanti". 

Tra le motivazioni che hanno spinto a chiedere lo stop del passaggio dalle Marche alla Romagna, sottolineano, c'è il fatto che nel corso degli anni trascorsi dal referendum "la cittadinanza ha cambiato opinione: nel referendum ci furono meno di 100 voti per il no ed ora abbiamo già raccolto più di 450 firme di cittadini contrari al passaggio. Per quanto riguarda la sanità i nostri concittadini possono già usufruire delle strutture sanitarie della regione Emilia Romagna (principalmente nella provincia di Rimini) come evidenziato dai promotori del referendum, inoltre la Regione Marche si è attivata ponendo a cinque chilometri (nel comune di Mercatino Conca) un punto di partenza delle ambulanze, cruccio principale del referendum. Per quanto riguarda il problema scolastico, non è un problema, in quanto i nostri ragazzi già usufruiscono senza difficoltà delle scuole romagnole, come indicato dai promotori del referendum, non può considerarsi il passaggio ad un’altra regione come obbiettivo per migliorare il servizio scolastico. Come ultimo punto del referendum si parlava di un fattore economico lavorativo, non pensiamo che l’eventuale passaggio di regione possa migliorare l’attività lavorativa, in quanto già adesso, come per le scuole, nulla osta al poter lavorare fuori regione (compresa la confinante Repubblica di San Marino). In questo lasso di tempo la popolazione ha preso coscienza delle problematiche riscontrate nel passaggio dei comuni della Val Marecchia (Novafeltria, Pennabilli, San Leo ecc.)".

"I cittadini quindi - conclude la lettera - non chiedono il passaggio di regione, ma migliorare e incrementare il servizio sanitario, in quanto penalizzati dal fatto di essere zona di confine tra le due regioni e lontani dai centri ospedalieri. Per questo vi chiediamo di ascoltare la volontà dei cittadini e bloccare l’iter legislativo in corso".

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