Sul contrasto al Covid passa la "linea Gnassi": controlli a movida, assembramenti e locali pubblici

Il ​Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica sede naturale per varare una serie di provvedimenti per frenare il contagio

​Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in videoconferenza quello presieduto dal Prefetto nel pomeriggio di martedì ed allargato all’Azienda Sanitaria della Romagna. ​Il Prefetto ha introdotto l’incontro, convocato aderendo alla richiesta del sindaco di Rimini, dando atto della necessità di adottare comuni ed omogenee linee di intervento ai fini della prevenzione e del contrasto al diffondersi del Covid-19, alla luce dell’ultimo DPCM che ha previsto, tra l’altro, anche la possibilità di chiudere temporaneamente, dopo le ore 21, vie o piazze per arginare gli effetti negativi derivanti da eventuali eccessi della movida notturna. ​Tutti gli intervenuti hanno convenuto sull’esigenza di ricondursi all’interno del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica come luogo unitario di condivisione e di responsabilità per le necessarie analisi e l’assunzione di specifiche determinazioni, anche a supporto delle eventuali ordinanze dei Sindaci, sulla scorta dei dati emergenti dai rapporti dell’Azienda Sanitaria Locale e delle verifiche effettuate dalle Forze di polizia, ivi comprese quelle locali.
 
​Un Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, dunque, “aperto” anche per convocazioni “ad horas” per la trattazione di qualunque insorgente tematica di significativa rilevanza. ​Nel corso della riunione odierna, in particolare, sono state concordemente fissate le seguenti linee di intervento, immediatamente attive: controlli rafforzati, mirati, precisi e rigorosi per il pieno rispetto di tutta la normativa anti Covid, a partire dal corretto impiego delle mascherine e del distanziamento interpersonale; accertamenti stringenti non solo nei luoghi della movida ma anche in tutte quelle circostanze in cui possono verificarsi assembramenti e mancato rispetto delle prescrizioni, come ad esempio le aree mercatali sia all’aperto che al chiuso; omogeneità dei provvedimenti sul territorio provinciale al fine di evitare, almeno in tale ambito, il “nomadismo” interno alle singole città o intercomunale; azione calibrata e progressiva nei confronti degli avventori di locali e dei cittadini in genere, anche al fine di scongiurare l’adozione di più gravi provvedimenti in termini di chiusura di luoghi che dovessero rivelarsi particolarmente insidiosi per la diffusione del contagio; sensibilizzazione e responsabilizzazione dei gestori dei locali, che saranno invitati ad adottare ogni possibile misura in loro facoltà.

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