Da Forlì a Rimini per 'gettare la spazzatura': scuse improbabili nei controlli "anticoronavirus"

Un uomo ha invece spiegato che temeva un attacco di appendicite: peccato che l'auto stesse andando dalla parte opposta rispetto all'ospedale

E' di quattro persone denunciate a piede libero, per inosservanza al provvedimento delle autorità, il bilancio delle ultime 24 ore della Polizia di Stato le cui pattuglie sono impegnate a far rispettare le norme anticontagio.

Tra questi spicca un 69enne di Forlì che, nel primo pomeriggio di sabato, è uscito dalla propria abitazione - a suo dire - per gettare la spazzatura e poi pizzicato da una pattuglia della Questura sul lungomare riminese. Alla richiesta degli agenti per conoscere il motivo dello spostamento, l'uomo ha candidamente ammesso di essersi spostato perchè "non credeva a tutte le notizie apparse sui controlli e le relative denunce da parte delle forze dell'ordine".

Nella rete delle pattuglie è finita anche una 62enne di Attigliano, in provincia di Terni, fermata in viale Regina Elena. In un primo momento la donna a spiegato di essere a Rimini da martedì per motivi sanitari e di risiedere in un albergo della zona. Successivamente, messa alle strette, la signora ha raccontato di aver lasciato la propria casa in Umbria in quanto le avevano staccato la corrente e, dovendo per forza stare in albergo, aveva scelto un hotel al mare.

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Gli ultimi due, entrambi uomini di 46 anni, sono stati pizzicati all'1.30 in piazzale Marvelli e, alla vista della Volante, hanno cercato di svicolare per evitare il controllo. La prima scusa è stata quella di essere usciti e di stare tornando a casa ma, vista la debolezza della tesi, uno dei fermati ha raccontato di avere male all'addome e, temendo un attacco di appendicite, aveva chiesto all'amico di accompagnarlo al pronto soccorso. Peccato che, come hanno accertato gli agenti, l'auto sulla quale viaggiavano stava andando dalla parte opposta del ospedale riminese.

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