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Negozi sporchi nel mirino della Polizia Municipale

Negli ultimi due mesi la Municipale ha sequestrato oltre un migliaio di prodotti, tra cui 5 Kg di pesce proveniente dall’estremo oriente

Proseguono i controlli della Polizia Municipale di Rimini sulle attività commerciali di Borgo marina. Dopo quelli ad una gastronomia e a un minimarket, un altro esercizio commerciale del settore alimentare della zona è stato controllato dalla Squadra amministrativa. Negli ultimi due mesi, infatti, oltre un migliaio di prodotti sono stati sottoposti all’attenta analisi della squadra amministrativa, che ha portato al sequestro di 5 Kg di pesce proveniente dall’estremo oriente.

Sotto sequestro anche altri prodotti ittici surgelati di provenienza sconosciuta; 400 prodotti alimentari, tra i quali prodotti ortofrutticoli e verdure, paste, riso, succhi di frutta, salse, spezie e integratori alimentari, importati dall’estremo oriente o dal sud America, non sono risultati conformi alle normative europee per l’immissione in commercio e a quelle sull’indicazione delle scadenze e degli ingredienti. Anche numerosi prodotti cosmetici sono risultati sprovvisti delle indicazioni sul loro corretto utilizzo e sulla scadenza.

Le principali irregolarità emerse sono relative all’etichettatura e alle informazioni al consumatore sulla presenza di additivi, di sostanze allergizzanti e conservanti presenti in diverse bevande energetiche, integratori, latte in polvere, succhi di frutta e alimenti per l’infanzia. Carenti sono risultate le informazioni sulle corrette modalità di assunzione dei prodotti, sulla provenienza della carne bovina e sulla importazione e lavorazione di surgelati da paesi africani. Violazioni di carattere igienico sanitario sono state riscontrate sulla tenuta degli strumenti di lavorazione, l’adeguata conservazione degli alimenti, le procedure, le modalità di preparazione dei cibi ed il controllo delle temperature per mezzo di idonee strumentazioni.  


Irregolarità (una cinquantina circa) che hanno comportato sanzioni per un totale di oltre 45.000 euro. Le indagini della Squadra amministrativa sono ora concentrate negli accertamenti per l’individuazione dei fornitori e degli importatori degli alimenti in oggetto per verificarne eventuali responsabilità.

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