A bordo di un'auto rubata: la Polizia li stana grazie al sistema "Mercurio"

n siciliano di 33 anni ed un calabrese di 28, noti alle forze dell'ordine per furto, rapine e spaccio di droga, sono stati denunciati a piede libero dagli agenti delle Volanti della Questura di Rimini

Stanati grazie al sistema "Mercurio", il dispositivo che consente di rilevare auto rubate. Un siciliano di 33 anni ed un calabrese di 28, noti alle forze dell'ordine per furto, rapine e spaccio di droga, sono stati denunciati a piede libero dagli agenti delle Volanti della Questura di Rimini nel corso di un servizio di controllo svolto lunedì sera a Riccione. La vettura sulla quale si trovavano i due è stata individuata nei pressi dei Bagni Marano. Nel corso delle perquisizioni gli uomini in divisa hanno rinvenuto un cacciavite a croce di grosse dimensioni e una tronchesi di colore azzurro e altri grimaldelli, oltre a una cinghia a cricchetto.

I due, per i quali è stato predisposto un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno dalla provincia di Rimini, sono stati denunciati per ricettazione e per possesso ingiustificato di arnesi atto allo scasso  E i risultati non sono mancati neanche nel comune di Bellaria-Igea Marina, dove gli operatori impegnati nei servizi di controllo del territorio hanno sorpreso una 32enne croata in stato di gravidanza, che ha evaso i domiciliari da una struttura della provincia di Torino. Verificata l’attualità della misura, gli operatori hanno quindi provveduto ad arrestare per evasione la donna. 

Dall’inizio del mese di luglio, sono state 1321 le persone identificate e 321 i veicoli controllati nel corso delle decine di posti di controllo predisposti dalla Questura lungo le arterie principali della città. L’attività di identificazione e il conseguente approfondimento di ogni singola posizione personale mediante consultazione di banca dati e di riscontri oggettivi, ha consentito poi di adottare e notificare nei confronti di 22 persone ritenute pericolose altrettanti fogli di via obbligatorio con divieto di ritorno sul territorio della provincia di Rimini e 4 avvisi orali.

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Si trattava per lo più di persone, con precedenti per reati contro il patrimonio, residenti in altre province, che permanevano sul territorio riminese senza alcuna ragione. Le persone allontanate dal territorio, infatti, non avevano alcuna prenotazione alberghiera né un punto di appoggio stabile, circostanze queste che possono ragionevolmente indurre a ritenere che si trattasse di un turismo dettato da motivazione certamente “non legali”.
 

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