Coriano ricorda i suoi caduti nel 72esimo anniversario della Liberazione

Il sindaco Domenica Spinelli: "La Libertà è un fondamento per la crescita dell’essere umano, è il pilastro per la comunità ed è la condizione necessaria per il ben amministrare un comune"

Sono iniziate nella mattinata di martedì, a Coriano, le cerimonie per il 72esimo anniversario della Liberazione e, per l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenica Spinelli, è stato il momento per ricordare i caduti della città. "In quelle ormai lontane vicende, giovani corianesi persero la vita combattendo per la libertà del nostro Paese contro l’oppressore tedesco e le forze nazifasciste: Aristodemo Ciavatti, 22 anni, partigiano, fucilato dai tedeschi a Cerasolo il 3 settembre 1944; Vittorio Giovagnoli (20 anni) e Libero Pedrelli (20 anni) di Mulazzano, qui catturati dai fascisti, e fucilati ad Ancona il 18 maggio 1944 per aver rifiutato di servire nell’esercito di Salò - ha spiegato il primo cittadino. - E voglio ancora ricordare il tributo di sangue pagato dai giovani corianesi in servizio militare (80 morti) e dalle vittime civili dei bombardamenti (quasi 200 fra cui bambini, donne, anziani), molti dei quali nomi sono impressi presso la celletta di Pedrolara a memoria della “strage delle Saline" dove persero la vita oltre 80 corianesi civili, sotto i bombardamenti alleati, tristemente elencati nella targa inaugurata in occasione del 70° della liberazione, realizzata dal Comune a cura di Vincenzo Santolini".

"Come non sottolineare che nel nostro Comune - prosegue la Spinelli - quasi tutte le abitazioni ed infrastrutture furono rase al suolo dai bombardamenti aerei e dai conflitti a terra e che oltre 5.000 corianesi sfollati nella vicina Repubblica di San Marino trovarono rifugio e sopravvivenza grazie alla generosità e disponibilità del popolo di questo Stato. Voglio ancora ricordare il tributo di sangue pagato, per la nostra libertà, dai quasi 2.000 giovani soldati alleati, sepolti all’ingresso del nostro Comune, nel Cimitero di guerra. Da oltre 70 anni i corianesi considerano quelle tombe di giovani, venuti da ogni parte del mondo, come tombe di propri cari. Anche quest’oggi dunque torneremo a visitare e rendere onore ai luoghi simbolo della sofferenza sopportata, perché vivo resti ancora il ricordo del sacrificio dei corianesi tutti e di coloro che hanno dato la vita per la libertà. Come primo atto vorrei ricordare Andrea Bianchi che lo scorso anno in questa giornata ricevette la medaglia dal Ministero della Difesa con l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica e che nel settembre del 2014 ricevette ufficiale riconoscimento in Consiglio Comunale in occasione delle iniziative organizzate per il 70° della liberazione di Coriano per il suo contributo alla Liberazione in qualità di partigiano. E che in questo anno ci ha lasciato. La Libertà è un fondamento per la crescita dell’essere umano, è il pilastro per la comunità ed è la condizione necessaria per il ben amministrare un comune".

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