Caso Rovereta, i lavoratori scendono in strada per protesta

Il Comune di Coriano ha dichiarato inagibile l'immobile, rischiano il posto centinaia di dipendenti

Lunedì mattina i lavoratori della società Rovereta-Petroltecnica sono scesi in strada dopo la dichiarazione di inagibilità, per un immobile che ha più di 40 anni, della loro sede da parte del Comune di Coriano. Rischiano il posto di lavoro un centinaio di dipendenti.  Fim, Fiom e Uilm informano che "in merito alla vicenda che vede coinvolte le aziende citate, si sono attenuti strettamente agli affidamenti del Tavolo Istituzionale in Prefettura. Pertanto nella mattinata hanno convocato e svolto un'assemblea dalle 10.30 alle 13.00 nella sede della Cgil di Rimini per le lavoratrici ed i lavoratori di Petroltecnica e Rovereta, in preparazione dell'incontro in Prefettura convocato per martedì alle 17. Nessuna altra iniziativa è stata organizzata o ha visto coinvolte le nostre organizzazioni". 

Petroltecnica e Rovereta (di cui la prima è proprietaria) sono società impegnate a livello ambientale nella ripulitura di terreni e acque inquinate da idrocarburi. Dopo i sequestri eseguiti dai Carabinieri del Nos, venerdì è arrivata un’altra mazzata alle società. Un’ordinanza del Comune di Coriano ha imposto ai responsabili la chiusura degli stabilimenti e degli uffici con data 8 aprile. I dipendenti sono così obbligati a rimanere a casa, ma lunedì mattina, pur sapendo di non potere lavorare, sono andati fuori dallo stabile per fare sentire la loro voce e manifestare per il loro posto.

Lunedì mattina un gruppo di dipendenti ha incontrato il sindaco Domenica Spinelli, a cui è seguito un incontro in Prefettura e altri tavoli di dialogo sono in in programma a Rimini con i sindacati. Intanto, al primo cittadino di Coriano la delegazione ha chiesto il permesso di prelevare i materiali informatici dagli uffici al fine di conitnuare i lavori da remoto, oltre alla richiesta di tenere attivo “Ced”  il sistema in cui vengono elaborati i dati aziendali.

Caso Rovereta, i sindacati: "Massima preoccupazione per i dipendenti"
Già sabato
Già sabato Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, insieme alle rappresentanze sindacali unitarie di Petroltecnica e di Rovereta, hanno espresso la "massima preoccupazione" per quanto avvenuto venerdì e per le "drammatiche conseguenze che avrà per le centinaia di lavoratrici e lavoratori di entrambe le aziende". "Le vicende che coinvolgono la Rovereta sono note sin dall'inizio, quando il 19 febbraio scorso era stato posto sotto sequestro una parte dell'impianto - spiegano i sindacati -. Sequestro contro cui aveva ricorso l'azienda, ottenendo immediatamente il dissequestro con prescrizioni, a cui stavano lavorando e che erano ormai ultimate. Venerdì il Tribunale del Riesame aveva giudicato inammissibile il ricorso che aveva avanzato il pubblico ministero conto il dissequestro. Notizia appresa in Rovereta, da parte dei dipendenti, con l'immaginabile sollievo, dopo mesi di incertezza e preoccupazione per il loro futuro lavorativo".

Sempre venerdì i sindacati hanno incontrato lavoratrici e lavoratori in assemblea, convocata per definire un accordo tra gli stessi che in maniera solidale hanno deciso di mettere in comune ciascuno alcune proprie ore di permessi, costituendo un “fondo ferie” a disposizione di tutti, per non rimanere a casa senza stipendio, in attesa del tempo necessario per il ripristino pieno dell'attività lavorativa. "E proprio venerdì, neanche 2 ore dopo l'assemblea, quando la situazione volgeva verso una soluzione, non immediata, non senza sacrifici, ma comunque positiva, che aveva rasserenato gli animi, arriva la notizia che il Comune di Coriano ha emesso un ordinanza di immediato fermo di ogni attività nelle sedi di Petroltecnica e Rovereta site in Via Rovereta", spiegano i sindacati.

Lavoratori Petroltecnica in strada-2


 

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