Coronavirus, mascherine a "ruba" in farmacia e la paura svuota i ristoranti cinesi

Indossare una mascherina è tra le raccomandazioni consigliate dal Ministero della salute

Indossare una mascherina protettiva è tra le raccomandazioni consigliate dal Ministero della Salute per proteggersi dal Coronavirus, il virus che dalla Cina si sta velocemente espandendo in diversi Paesi del mondo. Attualmente tutti i casi sospetti segnalati in Italia si sono rivelati negativi ai test: tuttavia è esplosa la caccia alla mascherina nelle farmacie di tutta Italia, e anche a Rimini trovarne ancora qualcuna non è facile.

La richiesta di mascherine in questi giorni è aumentata, normalmente è un prodotto poco vendut, e in tantissime farmacie e parafarmacie c'è stato il tutto esaurito, come nella parafarmacia Del Castello di Alessandro Gamberini, in piazza Malatesta. Ad andare a ruba sono quelle  con i filtri ffp3, quelle più sicure, e acquistate molto dai cinesi, che con grande probabilità le stanno spedendo in patria.
Anche le altre mascherine sono terminate quasi dappertutto e le attività si stanno rifornendo, ma come spiegano i farmacisti, si tratta comunque di semplici mascherine senza filtri particolari, per cui la protezione non è certa, è come girare coprendosi naso e bocca con un fazzoletto.

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La paura da Coronavirus si sta abbattendo soprattutto sui ristoratori cinesi della città, che stanno facendo i conti con i locali semi deserti. Ci sono tantissime prenotazioni disdette negli ultimi giorni, proprio nei giorni dove di solito c'è più richiesta per via del Capodanno cinese, che ormai anche tanti riminesi festeggiano magari con amici cinesi, soprattutto fra studenti. Poche ordinazioni anche per le consegne a domicilio.

Coronavirus in Italia: controlli alti e nessun allarme

Si lavora senza sosta per prevenire la diffusione del nuovo coronavirus, i controlli sono altissimi e si studia la soluzione per il rientro degli italiani attualmente in Cina, dove si è diffusa l'epidemia. Fa il punto della situazione a Porta a Porta il ministro della Salute Roberto Speranza che ha sottolineato come la situazione sia seria ma non ci sia bisogno di fare allarmismo. "Stiamo lavorando perché un volo parta domani (oggi, ndr) e provi a raccogliere i 60 italiani che vivono lì e chiedono di poter rientrare da Wuhan", ha detto il ministro, missione che è stata confermata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio proprio per oggi. "La situazione è molto seria e non può essere sottovalutata - ha aggiunto Speranza - Bisogna tenere alta l'attenzione ma non bisogna fare allarmismo. Ho chiesto una riunione urgente dei ministri europei perché anche gli altri paesi facciano altrettanto, ma stiamo parlando di nove casi in tutta Europa, non bisogna fare allarmismo".

In Italia task force operativa 24 ore su 24

"Teniamo alto il livello di controlli come in nessun altro Paese europeo, abbiamo una task force installata al ministero della Salute, operativa 24 ore su 24 e un numero verde (è stato attivato uno specifico corso di formazione e aggiornamento rivolto agli operatori sanitari che presteranno servizio presso la sala operativa del 1500 per rispondere alle domande dei cittadini, ndr) da chiamare per qualsiasi dubbio e per sfatare le fake news - continua Speranza - Sto parlando ogni giorno con la commissaria europea alla salute e siamo in contatto costante con l'Oms. Il sistema sanitario nazionale è forte ed è in grado di tutelare i cittadini, stiamo facendo tutto quello che è necessario". Sui connazionali che rientreranno dalla Cina, Speranza ha poi aggiunto: "Quando saranno arrivati in Italia avremo bisogno di un percorso sanitario di controllo e monitoraggio. Abbiamo i controlli più alti come ci ha riconosciuto l'Oms". Il ministro ha però ribadito che sul territorio europeo "ci sono soltanto nove casi di infezione, un numero basso. Bisogna avere un approccio serio, trasparente senza alimentare una tensione ingiustificata ma mantenendo alta l'attenzione, con misure all'avanguardia".

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Sita: "Numeri limitati se paragonati all'influenza"

A fronte degli ultimi dati sul nuovo coronavirus la Sita, Società italiana di terapia antinfettiva, invita a non cedere agli allarmismi, sottolineando che "i numeri sono limitati" se paragonati a quelli di un qualsiasi virus influenzale. E anche alcuni numeri di paragone possono servire: in Italia ogni anno circa 5.000 persone muoiono a causa di complicanze respiratorie da influenza, e 11mila per la polmonite batterica.

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