Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Coronavirus, Bonaccini: "Faremo mezzo milione di test sierologici in poche settimane"

Il presidente della Regione: "In particolare verranno effettuati nelle zone più colpite come Rimini e Piacenza"

La sanità di territorio "è quella che ci ha salvato, ma lì dovremo migliorare anche noi". Lo ha detto il presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, intervenendo marteì alla trasmissione tv Quante storie su Raitre. Se la Lombardia coi suoi grandi ospedali si è trovata in difficoltà a gestire l'epidemia di Covid-19, in Emilia-Romagna si è provato ad erigere la diga sempre più al di fuori delle strutture ospedaliere.

"Non mi permetto di giudicare la sanità della Lombardia - premette Bonaccini- ma qui il privato è il 20% del totale della sanità. Io ho fatto una campagna elettorale dove mi si spiegava che dovevamo privatizzare gran parte della sanità pubblica, e invece questa vicenda dimostra come sempre più bisogna investire nella sanità pubblica universalistica e nella sanità di territorio. Anche noi dovremo migliorare lì", sottolinea poi il governatore, confermando una delle linee della riforma del servizio sanitario regionale nei prossimi anni. Per prevenire il coronavirus, "faremo mezzo milione di test sierologici in poche settimane - ricorda Bonaccini - in particolare nelle zone più colpite, Piacenza e Rimini. Abbiamo accreditato una cinquantina di laboratori privati" per lo screening di privati e aziende e "abbiamo più di 70 unità mobili che vanno ad assistere a casa i malati di Covid da settimane. Abbiamo messo a punto mille posti tra alberghi e luoghi della sanità pubblica e privata dove spostare chi non poteva rimanere a casa per non infettare i propri famigliari". 

Sanità e futuro

Stefano Bonaccini non vuole sentire nemmeno parlare di un ritorno ad una sanità 'centralista' guidata da Roma. E lo dice chiaramente: "Se qualcuno vuole venire a spiegare in Emilia-Romagna che la sanità in futuro dovrà essere gestita da Roma e basta, non troverà l'opposizione di Bonaccini- dice il governatore- ma quella degli emiliani e dei romagnoli. Perché non vorranno rinunciare alla qualità del sistema regionale pubblico".

Bonaccini ha difeso le ragioni per le quali l'Emilia-Romagna ha chiesto a suo tempo più autonomia anche in altri campi. Ragioni tutte confermate secondo il presidente anche dopo l'epidemia di coronavirus. "Ci siamo trovati tutti quanti impreparati ad affrontare una pandemia del genere- ammette Bonaccini in un momento dell'intervista- alcuni paesi dove dovrebbe esserci un governo più autoritario e quindi più capace di decidere velocemente sono quelli dove la gestione è più disastrosa". Bonaccini poi cita Brasile e Usa, "dove Trump rischia di perdere le elezioni per una gestione sciagurata di questa pandemia", ma anche il Regno Unito. Invece, dice il presidente della Conferenza delle Regioni passando all'Italia, "a me pare che la fase dell'emergenza sia stata affrontata bene dal Governo. Certo, avra' fatto errori come ne ho fatti io e ne abbiamo fatti nelle Regioni".

 Non sono mancate però le tensioni alla vigilia delle riaperture, altro argomento affrontato davanti alle telecamere. "Dal comitato tecnico scientifico- sottolinea in proposito Bonaccini- erano arrivati pareri che avrebbero reso i protocolli in alcune casi praticamente inapplicabili. Li abbiamo modificati per la verita' solo in parte e lievemente e si è trovato un accordo tra tutti". Infine, Bonaccini torna a ricordare: "Non abbiamo ancora sconfitto il virus, attenti ai rimbalzi di ritorno. Se la curva dovesse rimbalzare in maniera drammatica verso l'alto- torna ad avvisare il governatore- chiuderemmo quello che abbiamo riaperto".

(Fonte Agenzia Dire)

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