"Realizzare dei Drive in a Rimini? Sarebbe meglio puntare sulle arene"

Massimiliano Giometti non disdegna l'idea, ma pensa a soluzioni più fattibili che consentano di mantenere le distanze e le misure di sicurezza

Da qualche settimana sono tornati di moda i cinema drive-in. Se ne parla, si fanno ipotesi, ma realizzarli potrebbe non essere così semplice. A livello nazionale l'idea è stata rilanciata da un gruppo di operatori del settore (Utopia Srl, Zoo Srl, Italstage, e 3D Unfold), che pensano a maxischermi in grandi aree per trasmettere spettacoli e concerti, con il pubblico che si potrebbe godere lo spettacolo in auto. Una formula che piace, ma che lascia dubbi e perplessità a Massimiliano Giometti, titolare della Giometti Cinema: “Il Drive in è una bellissima suggestione, ma molto costosa. Ha bisogno di criteri cinematografici non di improvvisazioni. Questo presuppone di avere attrezzature come proiettori, schermi grandi con un determinato "gain" (guadagno di luminosità) e location molto ampie che se non messe a disposizioni da Amministrazioni o da privati sarebbe impossibile pagare. Poi bisogna aggiungere i servizi come ad esempio i bagni ed il ristoro. Per far diventare realtà i Drive in ci vogliono una serie di fattori istituzionali, economici e sponsorizzazioni che facciano in modo che ci sia un ritorno dei costi, altrimenti ci facciamo più male”.

Le proiezioni all’aperto esigono anche una certa professionalità e soprattutto spazio per poterle concretizzare. “Per creare un Drive in da 80-100 posti auto e con una buona visione ci vuole una location con una dimensione pari a quella di un campo da calcio". Un’alternativa potrebbero essere le arene. “Per non farci trovare impreparati stiamo lavorando con gli organizzatori di Cinè sulla progettazione di un’arena a Riccione, oltre che con le associazioni nazionali sia degli esercenti che delle società di distribuzione per portare avanti il circuito cinema permettendo ai distributori di far uscire i loro film. Ma se tra una settimana ci dicono che gli spettacoli all’aperto sono tutti aboliti, allora stiamo parlando del nulla”. E aggiunge: “Non vorrei che i cinema venissero riaperti per poi essere richiusi perché c’è un'altra ondata di contagi. Sarebbe devastante. Sono ottimista se ci dicono che hanno trovato un rimedio a questo contagio e che i cinema possano riaprire non più tardi di settembre-ottobre. Aspettare il prossimo anno significa andare verso la scomparsa della nostra filiera. O bisogna ripensare a come fare cinema. Poi speriamo che le contingentazioni siano adottate in modo intelligente, altrimenti è inutile aprire”. Per quanto riguarda le arene precisa: “Le creiamo perché siano propedeutiche per tornare al cinema al chiuso, per mantenere un contatto con la clientela e far vedere che il cinema non è morto”.

In attesa di conoscere quando potranno riaprire i cinema, in questo periodo per Giometti è importante evitare e fermare le proiezioni pirata e senza autorizzazioni, quindi quelle gratuite perché sarebbe la fine del settore. Un altro fattore da non sottovalutare è la collaborazione. “È importante che ci sia collaborazione tra i vari professionisti del settore, perché se non collaboriamo tutti insieme penso che non andremo da nessuna parte. Ognuno deve svolgere il proprio lavoro dalla programmazione, agli schermi, ai palcoscenici, ecc. perché i tuttologhi penso che in questo periodo non vadano più di moda”. Pensa anche alla possibilità di creare associazioni con gli altri cinema: "Per aiutare il mondo del cinema si può fare insieme in collaborazione con gli altri cinema della provincia. Fare una collaborazione condivisa, ma fatta da chi gestisce cinema. Il cinema lo deve fare chi sa fare cinema”.

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E lancia un messaggio alle amministrazioni comunali: “Alle istituzioni dico di non dimenticare il nostro settore che chiamo anche cultura. So che in Italia non siamo il settore economicamente più importante, ma siamo il settore che dà sempre lavoro a decine di migliaia di persone, se poi tutta la filiera sono molti di più. Noi nello specifico abbiamo 90 persone in cassa integrazione.  Credo nell’amministrazione locale che ha sempre agevolato gli esercenti locali e spero che lo continui a fare ancora anche le associazioni”. E conclude: “Speriamo che la gente torni al cinema. Riceviamo molti messaggi di gente che vuol tornare nelle sale. Questo ci riempie il cuore e ci da la forza di andare avanti a pensare che riapriremo. L’affetto del pubblico è importante”.
 

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