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Coronavirus, Conte: "Misure mirate per pubblici esercizi". E Bonaccini annuncia lockdown parziali se curva cresce

Il Presidente del Consiglio: "Stiamo studiando misure mirate che saranno calibrate sulla base delle concrete esigenze"

Massima attenzione da parte del Governo al comparto della ristorazione, e più in generale dei pubblici esercizi e dell'intrattenimento. Giovedì mattina a Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ricevuto una delegazione di Fipe-Confcommercio, guidata dal presidente Lino Enrico Stoppani. Durante la riunione il Presidente Conte ha ascoltato le istanze dei rappresentanti di categoria e garantito il massimo sostegno nei confronti del settore. "C'è piena consapevolezza delle difficoltà che gli operatori di questo comparto stanno attraversando a causa dell'emergenza Covid, ci rendiamo conto del grande sforzo che state facendo in questo periodo - ha detto Conte - Da parte del Governo c'è massima attenzione: i prossimi interventi per il settore terranno conto delle specifiche difficoltà. Stiamo studiando misure mirate che saranno calibrate sulla base delle concrete esigenze". Il Presidente ha poi assicurato che sarà avviato un confronto con i ministri competenti anche sulla base delle proposte presentate da Fipe Confcommercio.

A mettere in previsione possibili lockdown "parziali" per contenere la seconda ondata del virus è invece il presidente della regione Emilia Romagna e della conferenza della Regioni Stefano Bonaccini. Il governatore torna ad avvertire: "Bisogna essere pronti a misure restrittive molto mirate come si è fatto in questi giorni, magari farne qualcuna in più nel caso la curva dovesse aumentare". Bonaccini ne ha parlato giovedì a L'Aria che tira, su La7. In questo momento, dice a proposito della recrudescenza della pandemia, "bisogna tenere monitorata la situazione e tracciare il più possibile i cittadini". In regione "abbiamo una quarantina di ricoverati in terapia intensiva, con un numero di contagiati simili nei mesi scorsi avevamo più di 500 ricoverati. L'intensità della gravità è ovviamente molto minore, però bisogna essere pronti a lockdown parziali, molto parziali. Un lockdown generalizzato credo sia molto difficile poterlo decidere in questo paese perché rischieremmo di passare ad una pandemia economica e sociale".

In Emilia-Romagna dalla prossima settimana, ricorda ancora il governatore durante la trasmissione, "avremo a disposizione 450.000 test sierologici rapidi e abbiamo fatto un accordo con le farmacie per cui tutti gli studenti della regione e i loro famigliari potranno andare a fare gratuitamente il test". Bonaccini si 'scalda' però quando nel salotto tv il giornalista Antonello Caporale del "Fatto" lo stuzzica su una ipotetica gestione statale della pandemia. "Lei sta dicendo che la gestione della sanità in Emilia-Romagna la devono fare da Roma? Lei non sa di cosa sta parlando. Sarebbe surreale se non fosse così", ribatte Bonaccini. "Il tema di sistemi sanitari più fragili o più robusti- spiega poi il presidente dell'Emilia-Romagna- non è dovuto al fatto che ci sono venti sistemi regionali diversi, ma al fatto che questo paese nel corso degli ultimi decenni ha funzionato a velocità differenti".

(fonte Agenzia Dire)

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