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Nel cuore della notte andava a prendere il caricabatteria, arriva la stangata dei carabinieri

Sono state 53 le persone denunciate su tutto il territorio provinciale per essere state sorprese fuori dalle abitazioni senza un motivo impellente

Controlli a raffica, nel fine settimana, da parte dei carabinieri del Comando provinciale di Rimini che hanno pattugliato tutto il territorio per far rispettare l'ordinanza che impone di stare nelle proprie abitazioni per combattere il contagio. In tutto sono state ben 53 le persone denunciate per inosservanza del provvedimento delle autorità e, tutte, hanno inventato le scuse più improbabili per giustificare la loro uscita. In particolare, a finire nei guai, sono stati 4 giovani studenti, poiché sorpresi mentre erano intenti a campeggiare in un’area verde pubblica in località San Martino Monte l’Abate di Rimini. Due soggetti di origine afgana sorpresi mentre, seduti sulla stessa panchina all’interno del parco comunale “Cervi” di Rimini, erano intenti a colloquiare tra di loro fumando tranquillamente una sigaretta. Quindici persone che, controllati sul territorio dei comuni di Rimini, Bellaria Igea Marina e Santarcangelo di Romagna, a seguito di accertamenti sono risultati variamente inottemperanti. I carabinieri della Stazione di Novafeltria, invece, hanno denunciato due donne, una 27enne ed una 61enne, entrambe residenti a Novafeltria. Controllate in orario notturno a bordo di un’autovettura, si giustificavano asserendo di “essere state a casa del ragazzo della più giovane anche per ritirare la spesa che l’uomo aveva effettuato per loro”. I militari della Stazione di Villa Verucchio hanno denunciato un 42enne albanese, residente a Verucchio, sorpreso in auto all'1.20 nell'abitato di Villa Verucchio che si giustificava dicendo di “essere stato da un suo conoscente a Poggio Torriana per ritirare il carica batterie del suo cellulare”. Una ragazza 29enne di Rimini, sorpresa a bordo della sua macchina in sosta in un piazzale dell’abitato di Poggio Torriana, che, alla richiesta di fornire spiegazioni sulla sua presenza in quel luogo, asseriva di “essersi recata in quel luogo a seguito di un diverbio col suo ragazzo pur consapevole delle limitazioni e prescrizioni in atto”. I carabinieri della Compagnia di Riccione, in fine, hanno denunciato 28 persone che, al termine degli accertamenti di rito, non hanno fornito una valida giustificazione circa la loro permanenza fuori dal rispettivo luogo di domicilio.
 

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