Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Dati Inail, il Coronavirus ha infettato circa 270 lavoratori della sanità e dell'assistenza a Rimini e provincia

Dall’inizio del 2020 fino al 31 maggio, le denunce di infortuni sul lavoro connessi all'epidemia di Coronavirus ricevuti dall’Inail sono in Emilia Romagna 4777

Dall’inizio del 2020 fino al 31 maggio, le denunce di infortuni sul lavoro connessi all'epidemia di Coronavirus ricevuti dall’Inail sono in Emilia Romagna 4777 di cui 957, il 20%, provengono dalla Romagna. La Provincia di Rimini è in Romagna quella che presenta il numero di denunce da infortunio da covid più alto: 407 casi, di cui 279 donne e 128 uomini. D'altra parte Rimini è anche l'area della Romagna in cui il virus è circolato maggiormente.

Dai dati risulta chiaro come gli infortuni da Covid 19 riguardino soprattutto le donne, in Romagna  681 denunce provengono da donne (quindi il 72%). “Questo è spiegabile - afferma Francesco Marinelli Segretario generale della Cisl Romagna - dal fatto che le professioni più colpite e più a contatto con il virus sono prevalentemente svolte da donne. Il 66% degli infortuni infatti proviene da lavoratori impiegati nella sanità e nell’assistenza sociale (circa 270 soggetti), a seguire i lavoratori della Pubblica Amministrazione 19% e 1,6% invece nel commercio”.

In Emilia Romagna tra i tecnici della salute le maggiori denunce di contagio Covid 19 provengono da infermieri, mentre tra le professioni nei servizi sociali e sanitari il 99,6% sono gli assistenti socio-sanitari i più colpiti. Purtroppo anche nei decessi a seguito di denuncia di infortunio da Covid (su un totale di 14 casi in Emilia-Romagna, di cui uno a Ravenna) oltre la metà riguardano medici infermieri e operatori sanitari.

“Come organizzazione sindacale siamo stati molto impegnati nella preparazione e sottoscrizione di centinaia di protocolli anticontagio aziendali - continua il segretario generale Marinelli- ora è importante che vengano rispettati affinché non si fermi la discesa dei contagi. Dai sopralluoghi che i nostri responsabili della sicurezza stanno facendo nelle aziende per verificare l’attuazione dei protocolli, riscontriamo come, soprattutto nelle piccole aziende, poca attenzione è stata data ai lavoratori fragili, ovvero quei lavoratori o lavoratrici affetti da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, che sono invece coloro che più di tutti devono proteggersi dal contagio”. 

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