Coronavirus, Gloria Lisi fa il punto sui buoni spesa e su una struttura alberghiera per la gestione dei pazienti

Il sindaco Gnassi sottolinea che l'emergenza sanitaria non è finita e grazie alle "misure forti di prevenzione" il contagio è sceso "dal 20% al 2%"

Un importo "largamente insufficiente". Seduta in videoconferenza giovedì mattina per il Consiglio comunale di Rimini. E la vicesindaco Gloria Lisi, rispondendo a una serie di interrogazioni dei consiglieri di opposizione, spiega come sono state assegnate le risorse arrivate dallo Stato per sostenere l'acquisto di beni di prima necessità da parte di famiglie in difficoltà a causa dell'emergenza sanitaria. I cosiddetti buoni spesa. Complessivamente, dà i numeri, a Palazzo Garampi sono arrivate 3.854 domande per i 666.000 euro assegnati al Comuni dall'esecutivo nazionale, per buoni spesa che oscillano dai 150 ai 550 euro a seconda del numero dei componenti della famiglia e della presenza di minori, anziani e disabili. Sono state escluse per vari tipi di irregolarità 419 domande e ne sono state messe in coda 826 in quanto le persone richiedenti già usufruiscono di reddito di cittadinanza o di ammortizzatori sociali. Sono 895, invece, le domande finite in prima fascia, con precedenza massima, e 564 quelle con un secondo livello di precedenza. Restano dunque 1.150 domande "tra le quali assegnare i residui 75.000 euro". Tra mercoledì, giovedi e venerdì è stata data risposta alle due fasce di precedenza. La vicesindaco precisa inoltre che l'Ausl Romagna ha chiesto alla Prefettura di individuare una struttura alberghiera per gestire isolamenti e dimissioni dall'ospedale di pazienti positivi. "C'è una segnalazione che si perfezionerà a breve in un contratto, conclude Lisi, come avvenuto per l'hotel di Cattolica. 

Il sindaco Andrea Gnassi tiene a rimarcare che "l'emergenza sanitaria non è finita": la provincia di Rimini, sottolinea, è stata tra le prime ad adottare "misure forti di prevenzione" e così il contagio è sceso "dal 20% al 2%", anche grazie a "una grande risposta della sanità pubblica". Ora i tavoli provinciali, prosegue, definiranno le modalità attraverso le quali stare al lavoro, in modo da passare "dalla decretazione d'urgenza al governo dei processi nella fase di transizione". Dato che "non c'è una data sul calendario in cui si apre e si fa cosi'". Per il turismo, conclude, serve una "strategia di breve, medio e lungo periodo" e se i plexiglass divisori "sono una sciocchezza", spiagge e hotel dovranno riorganizzarsi tra distanze e spazi puntando decisamente sulla salute e la sicurezza.

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(fonte Agenzia Dire)

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