Coronavirus, lo sforzo dei volontari per aiutare la collettività ferita: "Spesa, medicine e computer a casa per gli studenti"

Il vicesindaco Gloria Lisi: "Oltre a soddisfare i bisogni materili di persone fragili e in difficoltà, sono affiancati i valori di vicinanza e di presenza fisica dell'istituzione"

"Alcuni hanno chiamato da fuori Rimini per far portare la spesa ai genitori – dicono i volontari impegnati in questi giorni difficili nell’azione d’ausilio ai cittadini riminesi in difficoltà - anziani che chiedono la consegna della spesa perché ligi al dovere di stare a casa e rispettare le regole; una mamma di due infermiere ci ha poi chiamato per chiedere una casa per le figlie vicino all’ospedale così che non debbano fare avanti e indietro da fuori Rimini. Richieste apparentemente materiali ma tutte accomunate dalla ricerca, dal desiderio di un contatto esterno, di risposte ma anche di ascolto".

E’ un impegno costante e su più fronti quello coordinato dal Comune di Rimini che vede impegnati, con un’azione sinergica, i volontari per la consegna a domicilio di spesa, farmaci e pasti grazie all’azione di Caritas, Auser e Croce Rossa, a cui è affiancata la Protezione civile del Comune di Rimini che insieme alla Croce Rossa riminese, sta fornendo supporto alla consegna a domicilio di medicinali e di beni di prima necessità, mettendo a disposizione mezzi e autisti.

“E’ un momento prezioso – è il commento del vicesindaco Gloria Lisi, che sul fronte sociale segue l’evolversi dell’attività insieme all’assessore alla Protezione civile Anna Montini - che a quello materiale e di soddisfacimento di bisogni di persone fragili e in difficoltà, affianca i valori di vicinanza e di presenza fisica dell’istituzione che acquistano un valore immenso in un momento in cui le relazioni umane e interpersonali si sono rarefatte.”

Ne emerge un quadro di una collettività ferita, in difficoltà ma che nell’altruismo trova, insieme, la forza per superare questo difficile momento, come emerge dalla lettura dell’insieme di richieste che, a decine, giungono a Protezione civile e associazioni di volontariato. “Abbiamo consegnato pc a casa per conto di alcune scuole superiori per permettere la continuità degli studi – proseguono nel loro racconto i volontari – o ricevuto la telefonata da Torino di una nuora preoccupata per la suocera ricoverata chiedendo se fosse stato possibile recapitare dei vestiti della residenza riminese e portarli in ospedale, o dato risposte a quei genitori che, preoccupati, avevano bisogno di sapere se potevano andare o meno a prendere in aeroporto i figli di rientro da programmi di studio internazionali, ma tutti hanno ringraziato sinceramente per il solo fatto di aver potuto chiedere informazioni e aver potuto parlare, esprimere le proprie preoccupazioni e bisogni per poi sentirsi più tranquilli.” Un sostegno importante e necessario soprattutto per i cittadini più anziani e fragili, spesso colpiti più di altri dall’improvvisa necessità di distanziamento sociale che li ha separati dall’affetto e vicinanza di figli e nipoti e che li rende più isolati dei giovani anche per la difficoltà di utilizzare tutte quelle risorse tecnologiche come internet, mezzi di comunicazione e cellulari, importantissime in questo periodo dove la vicinanza fisica è sostituita da quella virtuale.

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Ecco allora che, a fianco di quello d’aiuto materiale, il semplice contatto umano diventa di per sé un valore importante che si concretizza grazie all’attività che il Comune di Rimini ha potuto avviare attraverso la disponibilità del Gruppo di volontariato locale e di tutte quelle associazioni che hanno aderito alla struttura operativa comunale di Protezione civile mettendo in campo i propri uomini e mezzi come il nucleo ODV-Associazione Nazionale Carabinieri, il Ciscom dell’Ordine di Malta, la Vab vigilanza antincendio boschiva, l’associazione Explora campus. Chi avesse necessità di farsi recapitare a casa farmaci, spesa o pasti può dunque contattare i Servizi sociali allo 0541 704000 (oppure 339-7729127) oppure la Protezione civile allo 0541 704434.

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