Cronaca

Covid, la Nuova Ricerca fa gli straordinari: tamponi anche la domenica e migliaia di telefonate per gli esami

Boom di chiamate, dallo scorso maggio sono 24mila le telefonate solo per informazioni e richieste per test covid

Il covid non fa retromarcia e il virus continua la sua corsa, tanto da costringere alcune delle strutture accreditate agli esami di laboratorio a fare gli straordinari. Sono in migliaia in questi mesi a sottoporsi a un tampone, in alcuni casi anche per una sicurezza maggiore per sé e per i propri cari. E spesso si ricorre anche a strutture private, come la Nuova Ricerca di Rimini, fra i presidi più attivi su questa battaglia al coronavirus. Le richieste per questi esami sono aumentate a livelli così importanti che per la struttura è stato necessario dalla scorsa settimana aprire anche la domenica, inaugurando il servizio nel giorno festivo con ben 60 tamponi.

Già dal primo mattino passando davanti all’edificio si possono vedere le persone in coda per effettuare i test, davanti a un tendone blu della protezione civile, dove all’interno il personale, instancabile, dispensa informazioni, accoglie e procede con il servizio. I numeri danno in parte la misura di questa emergenza, tra richieste per tamponi, sierologi e telefonate per avere informazioni, oltre a una media mensile di accessi di circa tremila persone in più in clinica. Dallo scorso 12 maggio la struttura ha iniziato a fare i test sierologici arrivando a circa 1.700 al mese, a cui si aggiungono 700 tamponi mensili. E sempre dal mese di maggio fino a ottobre le telefonate ricevute solo per il covid sono state 24mila, in questi sei mesi sono infatti più che raddoppiate: da ottobre 2019 a febbraio 2020 le chiamate alla Nuova Ricerca sono state invece nel complesso 11mila. Tanto che è stato potenziato il canale del centralino insieme al personale della segreteria e al triage con alcuni addetti in più per l’accoglienza in clinica dei pazienti.

Nonostante il personale sia aumentano non è facile tenere testa a un picco di richieste di questa portata, ma la struttura continua a investire per aumentare il servizio per i pazienti, oltre ad avere allestito la tenda riscaldata per l’inverno, una sala d’attesa covid e una che permette l’accesso alla clinica. Struttura che in primavera, nella fase dell’emergenza, si era messa a disposizione della sanità pubblica concedendo gratuitamente sale operatorie e personale per non ingolfare ulteriormente il vicino ospedale Infermi che si dedicava a fronteggiare il trend più caldo della pandemia.

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