Corpolò in festa per i 50 anni di messa di don Nicola Spadoni

Sono trascorsi 50 anni da quando don Nicola Spadoni è stato ordinato presbitero, per imposizione delle mani del Vescovo mons. Emilio Biancheri, a Misano Monte

Sacerdote da mezzo secolo. Sono trascorsi 50 anni da quando don Nicola Spadoni è stato ordinato presbitero, per imposizione delle mani del Vescovo mons. Emilio Biancheri, a Misano Monte. Era il 29 giugno 1962. Sette anni più tardi, in pomeriggio primaverile e anticipato da un aereo che volantinava sul paese, don Nicola entrava a Corpolò, l’ultima frazione di Rimini sulla Sp Marecchiese, in qualità di parroco.

Alle soglie dei 75 anni, don Spadoni festeggia il 50° anniversario dell’ordinazione sacerdotale con una festa di tutto il paese al quale ha legato la sua vicenda personale (e ancora lega in qualità di parroco) per 43 anni. Una longevità ricca di frutti. Domenica la festa inizia alle ore 17 con la S. Messa e il saluto del Vescovo di Rimini mons. Francesco Lambiasi. Al termine (ore 18) è previsto il concerto del Coro Polifonico di Corpolò diretto da Alessandro Pari.

A seguire (ore 19) la presentazione del volume “Corpolò. Un paese, la sua Chiesa, la sua gente”, il libro (116 pagine, a colori) voluto fortemente da don Spadoni per questa ricorrenza. È un affettuoso omaggio al paese del Tituccio, all’enclave corpolese nel territorio verucchiese (la Tenuta Amalia), alla sua storia ma soprattutto alla sua gente. Il libro(ed. il Ponte) ricostruisce dalle origini ad oggi luoghi e tradizioni, e “regala” un affresco della vita della parrocchia dell’ultimo mezzo secolo.

 Al termine è prevista la cena insieme sul piazzale della Chiesa, e la visione su maxi schermo della finale del campionato Europeo di calcio, con tutti i parrocchiani pronti ad applaudire il don e a fare il tifo per gli Azzurri. Don Nicola è arrivato a Corpolò all’età di 32 anni. In precedenza era stato cappellano a San Lorenzo di Riccione e a Viserba mare, affiancato da personaggi del calibro di Massimo Conti (che diventerà sindaco di Rimini), Lorenzo Cagnoni (attuale presidente di Rimini Fiera) e Silvano Perazzini, responsabile del ramo maschile riminese del movimento di Focolari.

A Corpolò , don Nicola ha portato il suo entusiasmo, passione e attività, unite al desiderio di educazione permanente e di nuova evangelizzazione che si è tradotto in tante esperienze: dall’abbraccio agli scout al Cammino neocatecumenale, dalla Decennale per i giovani al catechismo del Buon Pastore, all’innovativo attualissimo Post Cresima, che oggi accoglie in parrocchia decine e decine di ragazzi.

 Il Coro Polifonico di Corpolò, di recente costituzione (dicembre 2011) è frutto della grande passione per la musica che anima il paese. l’orchestra è composta da 14 elementi, uniti a 25 coristi per un totale di 40 elementi sul “palco”. La direzione è di Alessandro Pari, pianista e organista, gli arrangiamenti sono opera dello stesso Pari e di Stefano Massoli. Il programma prevede 10 brani. Si parte dall'emozionante Gloria in excelsis Deo di Vivaldi per continuare con musiche di mons. Marco Frisina (Preferisco il Paradiso, Magnificat, Nada te turbe, Jesus Christ you are my life) per continuare con canzoni quasi da big band come Lodate il Signore di Branca, e con alcuni canti presi dalla Messa di Verbum Panis.

Come intermezzo è prevista l’esibizione dell'orchestra da camera che da questo concerto sarà intitolata ad Orazio Tosi, devoto violinista della parrocchia di Corpolò, che eseguirà la Marcia alla turca di W.A. Mozart. “Musica legata ad un messaggio, in modo che la musica sia veramente al servizio della fede” spiega la “filosofia” del Coro il direttore Alessandro Pari. Tra gli orchestrali spicca il nome del verucchiese Federico Mecozzi, enfant prodige già apripista dei concerti di Ludovico Einaudi, che tra l'altro dirigerà il Credo di Verbum Panis.

Gli altri elementi, tutti della parrocchia e in gran parte diplomati all’Istituto Musicale Pareggiato “G. Lettimi” di Rimini: 4 violini (Alessandra Albini, Lucia Emeti e Caterina Boldrini, oltre a Federico Mecozzi), 1 viola (Marica Casadei), 2 violoncelli (Stefano Voce e Filippo Moretti), 1 contrabbasso (Giulio Pinchi) flauto (Simone Mussoni), clarinetto (Cristian Perazzini), tromba (Alessandro Perazzini), chitarre (Fabio Pioli ed Enea Bollini) ed infine batteria (Stefano Borghesi).

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