Dramma Concordia, parla la mamma di Daya: "Non odio Schettino"

Susy Albertini, la madre di Dayana Arlotti, ha rilasciato un'intervista al settimanale “Oggi” nella quale sottolinea di non provar alcun rancore verso il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino

A sette giorni dal funerale di Dayana Arlotti, la piccola scomparsa con il padre Williams nel naufragio della Costa Concordia al largo del Giglio, Susy Albertini, la madre della bimba di 5 anni, ha rilasciato un'intervista al settimanale “Oggi” nella quale sottolinea di non provar alcun rancore verso il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino. “Tutti possono commettere degli errori altrimenti il mondo sarebbe perfetto e non è così”, ha sottolineato Albertini.

“Ci credo - osserva riferendosi al capitano che si dice sconvolto dalla morte di Dayanà - non penso che finga. Anche lui è padre e sono convinta che sappia come si sentirebbe che succedesse qualcosa di irreparabile a sua figlia". Gravata dal peso del pensiero, "non sopporto l'idea che Dayana sia morta con il terrore nel cuore e negli occhi, chiamando la sua mamma", la donna rivela di voler dare vita ad una associazione benefica nel nome della figlia.

"Costa Crociere - ha sottolineato - si è già impegnata a finanziare un progetto in questo senso". Nell'intervista, Albertini ipotizza che l'ex marito "Williams non avesse trovato Dayana. L'animatore ha messo in salvo su una scialuppa tutti i bimbi che gli erano stati affidati. Il pensiero più atroce e che non mi dà pace è pensare che Dayana sia morta col terrore nel cuore e negli occhi. E' morta disperata. Spero tanto che non abbia visto spirare il suo papà...I testimoni mi hanno riferito che mia figlia era terrorizzata, piangeva e chiamava la mamma".

Secondo quanto ricostruito "insieme agli avvocati che mi assistono e al racconto di Michela, la compagna di Williams", prosegue, i due erano "in una sala giochi quando la nave ha urtato contro gli scogli. Lui si è spaventato e ha deciso di andare a riprendere Dayana al mini club. Mentre si avviava, ha incontrato l'animatore con tutto il gruppo dei bambini e ha preso Dayana. C'era molta folla sul ponte della nave e, invece di proseguire, Williams, Dayana e Michela sono entrati nella saletta Praga, una stanza per le riunioni. Williams era preoccupato per le sue medicine, doveva prenderle ogni tre ore da quando aveva subito il doppio trapianto di pancreas e rene e voleva tornare in cabina, due piani sopra a dove si trovano, per recuperarle".

Tranquillizzato dal medico della nave, Arlotti, la compagna e Daya "hanno percorso un pezzo di ponte esterno verso la poppa della nave e si sono fermati in uno dei corridoi che attraversano la nave da lato a lato. Da quella parte, però, iniziava ad essere tutto allagato e allora loro hanno provato ad andarsene ma, proprio in quel momento, la nave si è inclinata di colpo, il pavimento è diventato come una parete e Dayana e suo padre sono scivolati sul fondo, dove poi li hanno ritrovati. Mia figlia - chiosa Susy Albertini - aveva il salvagente ma mi é stato spiegato che la nave sprofondando produce un forte risucchio ed è impossibile restare a galla".

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