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"Così ho visto morire la piccola Dayana Arlotti e suo padre William sulla Costa Concordia"

Durante l'udienza del processo al comandante della nave, Francesco Schettino, un testimone ha raccontato gli ultimi momenti di vita della piccola riminese e di suo padre deceduti in seguito al naufragio sull'isola del Giglio

"Ricordo che la bambina cadde in acqua, io ero a centro nave, era il momento in cui la nave si ribaltò, la bimba scivolò indietro con un anziano, era difficile riprenderla. E il padre disse: 'La bambina, la bambina'. Poi non la vidi più''. Con questa drammatica testimonianza il direttore dei servizi della Costa Concordia, Lorenzo Barabba, racconta ai giudici del tribunale di Grosseto, dove si sta celebrando il processo a Francesco Schettino, gli ultimi momenti di vita della piccola Dayana e di suo padre William scomparsi nella tragedia del Giglio. Un racconto forte tanto che, dopo questa testimonianza, l'udienza è rimasta sospesa alcuni minuti per la commozione suscitata in aula. "Fu fatto un 'serpente', una catena umana, per passare sul lato sinistro, - prosegue Barabba che per soccorrere i passeggeri si impegnò fino alle 5.30, andando via per ultimo tra il personale della nave - ci tenevamo tutti quanti per mano perché si scivolava sulla nave dove l' inclinazione aumentava. A un certo punto eravamo appoggiati su una paratia diventata tipo pavimento, e parlammo con un megafono ai passeggeri nella 'fossa' creatasi nella zona degli ascensori per calmarli, dicendo che li avremmo tirati fuori".

"Mi passarono una cima, una fune, la lanciammo nella fossa, cercavamo di tirare fuori questa gente - ha continuato il soccorritore - anche se, chi tiravamo su, poi andava via, senza rimanere ad aiutarci come invece speravamo. Non ricordo quanti ne abbiamo tirati su, ma tanti. Le forze stavano mancandomi, avevo le mani insanguinate''. Ad un certo momento ''con un ufficiale ci dicemmo che non c'era più nessuno, la nave era inclinata, le paratie ormai erano pavimenti e i pavimenti erano le paratie. Visto che nessuno rispondeva ai nostri richiami, andammo via, controllammo e uscimmo fuori''. E' la fase in cui Barabba nota cadere Dayana Arlotti nel corridoio. ''C'era gente che moriva dal freddo, ci passavano coperte termiche, salendo verso l'esterno della nave, abbiamo notato una scala che portava fuori, a una biscaggina. Scesi tra gli ultimi, alle 5.30, alle 5.45, seguendo il 'serpente'''.

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