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La mamma di Dayana all'Isola del Giglio, © TM News Infophoto

La mamma di Dayana all'Isola del Giglio, © TM News Infophoto

Costa Concordia, i familiari di Williams e Daya sperano nel miracolo

I familiari di Williams e Dayana Arlotti continua a sperare nel miracolo. A sette giorni dal naufragio della Costa Concordia, la nave crociera che si è incagliata davanti all'isola del Giglio, non ci sono ancora notizie dei due riminesi

I familiari di Williams e Dayana Arlotti continua a sperare nel miracolo. A sette giorni dal naufragio della Costa Concordia, la nave crociera che si è incagliata davanti all'isola del Giglio, non ci sono ancora notizie dei due riminesi. Gli occhi sono puntati sui sub che stanno esplorando il relitto della nave palmo a palmo. "Continuiamo a sperare anche se è giorno dopo giorno più difficile", ha scritto sulla sua pagina Facebook, Sabrina Ottaviani, cugina di Williams.



“Un sommozzatore mi ha detto che la zona dove pensiamo si trovino è molto difficile da esplorare – ha continuato la familiare del riminese disperso -. Inoltre, giustamente danno la precedenza sul ponte 4 al controllo di aree per metà invase dall'acqua dove ci possono essere bolle d'aria ed eventualmente superstiti ancora vivi. La zona completamente sommersa sarà esplorata in seguito.. Continuiamo a sperare - chiosa - anche se é giorno dopo giorno più difficile".

Nel frattempo Susy Albertini, la mamma di Dayana, è arrivata all'Isola del Giglio. La donna si è recata vicino al relitto e poi è stata accompagnata all'unità operativa di crisi allestita nel piccolo porto isolano. Venerdì le ricerche sono state sospese per effetto dei movimenti della Concordia. Il movimento dello scafo è costante e viene monitorato con strumenti laser e prisma topografici e strumenti di rilevamento satellitari.

Intanto è stato impiegato il robot Rov, un autentico “computer subacqueo”, che verifica i punti di appoggio della nave, registra immagini e dati e ricerca anche corpi in acqua. Un'attività, quest'ultima, che nei giorni scorsi è stata portata avanti dagli speleo-sub. Si teme che qualcuno del centinaio di passeggeri e membri dell'equipaggio, secondo la testimonianza dei primi soccorritori che hanno tentato di raggiungere la riva a nuoto, possa avere perso la vita in acqua.

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