Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Covid, l'analisi dell'Ausl: impennata dei contagi, male Riccione e Cattolica. I ricoverati salgono a 22 in Romagna

Aumentano i casi di positività al Coronavirus in Romagna e nell'ultima aumentano di 17 unità i posti letto occupati negli ospedali causa Covid

Aumentano i casi di positività al Coronavirus in Romagna e nell'ultima aumentano di 17 unità i posti letto occupati negli ospedali causa Covid. Nella settimana tra il 19 e il 25 luglio si sono registrate 904 positività nel territorio della Romagna su un totale di 20.623 tamponi, con un tasso di positività al 4,4%. Si registra una significativa ripresa dei nuovi casi in termini assoluti (+526 rispetto alla settimana precedente) con un incremento percentuale rispetto al numero di tamponi eseguiti (+2,4%). La situazione in Romagna non è omogenea: l'impennata si è verificata a Rimini che pesa per 516 nuovi casi sul totale di 904 (166 la provincia di Ravenna, 133 il Cesenate e 89 il Forlivese).

In modo ancora più analitico l'ambito che si sta avvicinando maggiormente alla soglia del 250 casi per 100mila abitanti è il distretto sanitario di Riccione (214), mentre sono molto distanziati quello di Rimini (93) e Rubicone (86). In Romagna i comuni col maggior numero di casi attivi sono Rimini (267), Riccione (115), Cattolica (98), Ravenna (94), Forlì (83), Cesena (67) e San Giovanni in Marignano (66). La variante Delta è ormai quella largamente più diffusa: è presente nel 92% dei sequenziamenti, mentre la Alpha - quella precedente - è all'8%.

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Rispetto alle previsioni del piano di emergenza ospedaliera dell'Ausl Romagna resta il livello verde, il più basso. In totale sono ricoverati 22 pazienti, di cui 2 in terapia intensiva, in aumento rispetto alla settimana precedente, quando erano appena 5 i ricoverati e nessuno di loro nelle terapie intensive. Nell’ultima settimana si è registrato un decesso nel Riminese.

“La crescita dei contagi, registrati in questa settimana - commenta Mattia Altini, direttore Sanitario dell'Ausl Romagna - conferma quanto già in precedenza detto e verificato: la maggiore circolazione delle persone porta inevitabilmente ad un maggiore aumento dei casi. Se a questo poi aggiungiamo la maggiore contagiosità della variante Delta, come si dice, tutto quadra. Ma il dato che al momento differenzia questa ripresa dei casi, rispetto a situazioni vissute in precedenza, è il basso tasso di occupazione dei posti letto negli ospedali e soprattutto quello delle terapie intensive. Ed in questo caso, la ragione è facilmente comprensibile. Più popolazione vaccinata, soprattutto nelle fasce più fragili, meno rischio di sviluppare forme gravi della malattia. Ecco perché non smetteremo mai di ripetere ed impegnarci per riuscire a convincere tutta la popolazione , candidabile alla somministrazione del vaccino, ad aderire da subito”.

Ed ancora Altini: “Non aspettiamo che i casi aumentino ancora, non mettiamo a rischio tutti gli sforzi fin qui compiuti. Manca circa un mese e mezzo alla ripresa della scuola e dobbiamo assicurare ai nostri figli, che tanto hanno perso in termini di socialità in questi mesi, una vita normale ed adatta alla loro età. Stiamo facendo il massimo per aumentare le occasioni al vaccino sul nostro territorio, per aderire alla campagna vaccinale. Vincere questa sfida è vitale per tutti. Non sprechiamola oggi, per rimpiangerla domani”. 

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