Crack Aeradria, il sindaco Gnassi e gli ex amministratori indagati

Chiesti altri 6 mesi di proroga per le indagini che vedono nove persone accusate di associazione a delinquere, abuso d'ufficio e truffa aggravata

Sull'indagine Aeradria, la società che ha gestito l'aeroporto "Federico Fellini" e poi fallita con un buco di circa 53 milioni di euro, la Procura della Repubblica di Rimini proseguirà le indagini per altri sei mesi. L'avviso di proroga indagine, per una serie di reati che vanno dall'associazione per delinquere, all'abuso d'ufficio e alla truffa aggravata, è stato notificato agli indagati in questi giorni.

Le indagini, condotte dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, riguardano sia i vertici di Aeradria che amministratori pubblici. In nove sono stati denunciati dalla Gdf per associazione per delinquere: tra questi il presidente Aeradria Massimo Masini, il vice Massimo Vannucci, l'ex presidente della Provincia Stefano Vitali, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, l'ex sindaco Alberto Ravaioli, l'ex presidente della Provincia Nando Fabbri, l'ex presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli, il presidente della Fiera Lorenzo Cagnoni e l'ex amministratore di Air Sandro Giorgetti.

Le azioni degli indagati, secondo gli investigatori, hanno portato, anche attraverso l'accesso fraudolento al credito, al fallimento della società dell'aeroporto. La proroga di sei mesi servirà alla Procura a stigmatizzare le varie responsabilità per giungere a diverse contestazioni di reato.

Sugli aeroporti dell'Emilia-Romagna, già nella giornata di sabato era intervenuto il sindaco Gnassi con delle dichiarazioni choc: il primo cittadino di Rimini si era detto anche pronto a rinunciare al Fellini in favore di Bologna, se solo si arrivasse a una vera rete regionale di collegamenti veloci. Lo dice chiaro e tondo Gnassi, che ha partecipato a Bologna a un convegno sul turismo in Emilia-Romagna, alla presenza del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. "Oggi chi 'vende' (turisticamente parlando, ndr) l'Italia ai cinesi sono tedeschi e francesi", avverte il sindaco di Rimini. In Germania, in particolare, "si sono attrezzati" per intercettare questi flussi turistici dall'Oriente "puntando sulla logistica, con due grandi hub come Monaco e Francoforte e un sistema di aeroporti regionali collegati dall'alta velocita'".

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Un modello che Gnassi vedrebbe di buon occhio replicato anche in salsa emiliano-romagnola. "Se invece di lasciare al fai da te - arriva a dire il sindaco - per cui ogni campanile ha la sua pista, ci fossimo attrezzati anche noi con un hub medio-grande a Bologna e i collegamenti veloci, avrei rinunciato all'aeroporto di Rimini". Invece, incalza Gnassi, "finora siamo andati avanti augurandoci che uno scalo muoia cosi' c'è piu' lavoro per gli altri". E aggiunge: "Bisogna scuotere i luoghi decisionali, che forse guardano piu' alla conservazione".

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