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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Crescono i contagi e l'ospedale si riorganizza. L'Urologia trasformata in reparto-Covid

Previsto un incremento con dieci posti letto in bassa intensità. Stop anche alle visite ai parenti ricoverati se non per esigenze indispensabili

L’ospedale Infermi di Rimini ha avviato la riorganizzazione dei posti letto considerato il numero crescente di contagi e ricoveri ospedalieri. A partire dalle prossime ore il reparto di Urologia sarà destinato all’emergenza Coronavirus. A spiegare i motivi è il direttore medico del presidio ospedaliero Francesca Raggi: “Abbiamo previsto un incremento di una decina di posti letto, l’Urologia viene provvisoriamente accorpata con il reparto di Chirurgia generale, ci sarà un percorso dedicato che consentirà l’accesso in sicurezza all’urologia per quei pazienti positivi al Covid che si presentano al pronto soccorso”.

L’incremento dei posti letto è per le situazioni di bassa intensità. Non sono previsti, al momento, posti aggiuntivi in terapia intensiva dove il dato odierno (13 malati) risulta invariato rispetto a 24 ore fa. “L’ospedale si sta riorganizzando – spiega la dottoressa Francesca Raggi -, per cercare di affrontare queste feste con il massimo della sicurezza possibile, la curva dei contagi sta crescendo. E anche i ricoveri”.

Restrizioni anche per le visite ai parenti per le persone esterne all’ospedale, con l’introduzione di appositi filtri all’ingresso dei singoli reparti. Un tema piuttosto delicato: “Si tratta di una decisione impopolare – si addentra sulla questione il direttore di presidio ospedaliero – ma non possiamo correre il rischio di avere dei visitatori portatori del virus nei reparti, rischiamo di mettere a dura prova il sistema e in pericolo la salute dei pazienti stessi”.

Chi ha diritto di accesso e chi no? “E’ fatto divieto l’ingresso per coloro che verrebbero in ospedale senza una valida motivazione, solo per portare un saluto, mentre sarà sempre consentito l’accesso per motivi di assistenza nel supporto di pazienti non autosufficienti o che hanno bisogno di supporto nella quotidianità”, conclude Francesca Raggi.
 

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