Maxi sequestro di beni al boss della malavita trapiantato in Riviera

Operazione della Guardia di Finanza che ha permesso di mettere i sigilli a un capitale da oltre 1 milione di euro

Il tenore di vita, ben al di sopra di quanto dichiarava al Fisco, ha fatto suonare un campanello d'allarme agli inquirenti della Guardia di Finanza che hanno messo sotto la lente d'ingrandimento la vita di un imprenditore 60enne originario di Giugliano in provincia di Napoli e trapiantato in Riviera. Sono così iniziate le indagini sull'uomo dalle quali è emerso il suo stretto legame con il clan “Mallardo”, anche sulla base delle dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia. A questo si è aggiunto il pedigree criminale del campano, già noto alle forze dell'ordine per bancarotta fraudolenta, estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori e reati fiscali nonchè ritenuto soggetto socialmente pericoloso e considerato una figura rilevante nell’ambito del panorama criminale tra le province di Pesaro e Rimini.

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno portato così alla misura di prevenzione patrimoniale disposta dal Tribunale di Rimini che ha permesso di mettere sotto sequestro, tra le province di Rimini, Pesaro e Napoli, immobili, quote societarie e rapporti di conto corrente per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro. Tale provvedimento è arrivato al termine dell'inchiesta economico-patrimoniale, scaturita dal "Codice Antimafia", dei Nuclei di Polizia Economico Finanziaria di Bologna e di Rimini, sotto la direzione del Sostituto Procuratore della Repubblica Stefano Orsi della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna finalizzata al recupero di beni illecitamente detenuti.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Le investigazioni patrimoniali hanno infatti permesso di accertare un rapporto di particolare “sproporzione” tra i redditi dichiarati dallo stesso e dal suo nucleo familiare e il patrimonio immobiliare e mobiliare riconducibile alla sua effettiva disponibilità che, di conseguenza, è stato sottoposto a sequestro in quanto ritenuto acquisito con proventi frutto di attività illecite.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragedia nella mattinata, ragazzino perde la vita

  • Cimici: 4 rimedi naturali per allontanarle da casa

  • Stroncato da un'overdose, giovane padre di famiglia ritrovato senza vita nel garage

  • Si lascia cadere nel vuoto, gesto estremo di un ragazzo

  • Lo storico negozio annuncia la sua chiusura sui social dopo 54 anni di attività

  • Bellaria piange la scomparsa del 13enne, proclamato il lutto cittadino

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RiminiToday è in caricamento