Crimine organizzato, in Romagna spunta anche la temuta mafia cinese

Oltre a 'ndrine e camorra nella relazione del ministero dell'Interno al Parlamento sulla Dda arriva anche la Triade attiva nella prostituzione, nell'immigrazione clandestina e nella manodopera in nero

Non manca la Romagna nella relazione del ministero dell'Interno al Parlamento sull'attività della Direzione investigativa antimafia nel secondo semestre del 2018. A Ravenna, infatti, si registra l'operatività di soggetti contigui ai Mazzaferro di Gioiosa Jonica, in provincia di Reggio Calabria. E a Forlì-Cesena operano i Condello e i De Stefano di Reggio Calabria, e i Mancuso di Limbadi, di Vibo Valenzia. Sul fronte camorra, i casalesi sono segnalati, tra le altre, nelle province di Ravenna e Rimini. A Rimini si registra anche la presenza del sodalizio D'Alessandro, originario di Castellammare di Stabia, del gruppo criminale Vallefuoco e del clan Belforte di Marcianise. A Forlì-Cesena sono stati segnalati soggetti legati alla famiglia Nuvoletta di Marano di Napoli. Ancora. In provincia di Ravenna sono state rilevate presenze di soggetti riconducibili al clan Lo Russo del quartiere Miano di Napoli. Attiva anche la criminalità di matrice cinese, presente soprattutto nelle province di Rimini e Ravenna, e dedita alla commissione di reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, di sfruttamento della prostituzione e della manodopera clandestina. La relazione cita l'episodio dell'8 settembre 2018, a Monteriggioni nel senese e a Cervia nel ravennate, quando, nell'ambito dell'azione di contrasto al fenomeno dello sfruttamento e del favoreggiamento della prostituzione celati dietro l'apparente attività dei "centri massaggi orientali", la Polizia di Ravenna e Siena ha eseguito il sequestro preventivo di due immobili utilizzati per il meretricio, sottoponendo a misure cautelari personali due soggetti cinesi.

Ricordata anche l'operazione "Malavigna" della Dia di Bologna, conclusa nel mese di dicembre 2017, che ha fatto luce su un sistema di frodi fiscali di un gruppo criminale foggiano operativo a Ravenna e Foggia, finalizzato al riciclaggio di denaro. E cita anche un'interdittiva antimafia disposta nel semestre in esame dal prefetto di Ravenna nei confronti di un'impresa attiva nel settore dei trasporti nella disponibilità di una famiglia originaria della provincia di Matera, risultata in contatto con soggetto contiguo alla cosca Pesce di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria.
(Agenzia Dire)

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