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Crisi idrica, l'assessore Galasso: "Non escludiamo azioni di emergenza"

Fino a novembre non sono attese piogge significative. Una situazione meteo che non farà altro che aggravare la situazione idrica, già critica, di Ridracoli

Fino a novembre non sono attese piogge significative. Una situazione meteo che non farà altro che aggravare la situazione idrica, già critica, di Ridracoli. “Proprio per questo motivo – spiega Mario Galasso, Assessore alla Protezione Civile della Provincia di Rimini - l’Agenzia regionale di protezione Civile regionale continua a tenere monitorata la situazione di crisi idrica in Romagna e a mantenere in vigore lo stato di attenzione emesso lo scorso 26 settembre riferito agli aspetti idropotabili”.

“Le scarse precipitazioni dell’ultimo mese, purtroppo, non sono risultate significative ai fini dell’apporto idrico nell’invaso di Ridracoli a Santa Sofia nell’Appennino forlivese – ha continuato Galasso -. Nell’ultima seduta del tavolo regionale di coordinamento per la crisi idrica (composto dalle direzioni Ambiente, Difesa del Suolo e Sanità della Regione, ARPA, Romagna Acque, Hera, e dalle Province di Forlì Cesena, Ravenna e Rimini), si è deciso dunque di procedere con alcune misure ed interventi di prevenzione, tutela e salvaguardia al fine di un graduale risparmio nel consumo delle risorse idropotabili”.

Le misure riguardano l’attivazione dei potabilizzatori mobili per il prelevamento di acqua dal CER (Canale Emiliano-romagnolo), per diversificare il rifornimento della risorsa idrica e, di conseguenza, ridurre ulteriormente l’utilizzo di Ridracoli; la graduale riduzione della pressione della rete idrica gestita da Hera; la trasmissione ai Sindaci di una circolare regionale per l’adozione di apposite Ordinanze finalizzate a limitare i consumi e per un corretto uso dell’acqua potabile; il graduale e controllato utilizzo dell’acqua dai campi pozzi in Romagna che negli ultimi anni si è cautelativamente preservata e sui quali prosegue un attento lavoro di monitoraggio da parte di Arpa e Servizio regionale Geologico, Sismico e dei Suoli.


Il limite oltre il quale scatta l’attivazione dello stato di emergenza è quello dei 5 milioni di metri cubi, mentre attualmente il bacino di Ridracoli è attestato sui 6,5 milioni. “Il problema è che le previsioni meteo effettuate dall’ARPA non prevedono precipitazioni significative a breve, determinano di fatto il prolungamento e il probabile peggioramento dell’attuale stato di crisi – ha rimarcato l'assessore -. Per questo stiamo monitorando attentamente e costantemente lo sviluppo della situazione idrica di Ridracoli. In caso di ulteriore aggravamento non sono escluse azioni di emergenza che potrebbero riguardare anche la  chiusura temporanea di Ridracoli o misure di razionalizzazione dell’acqua. In tali eventualità, per i Comuni non autonomi e dipendenti completamente da Ridracoli, sono già stati previsti servizi alternativi di approvvigionamento idrico, come quello dell’utilizzo dei potabilizzatori, dei pozzi e delle autobotti. Si tratta, ripeto, di azioni di emergenza che saranno prese solo in caso di estrema necessità”.

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