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Curare il diabete, la buona medicina? Sport e sana alimentazione

Ancora un'iniziativa legata all'esercizio fisico inteso come vera e propria terapia. E ancora con una partecipazione corale del mondo clinico, universitario, associazionistico, di Rimini e della Regione Emilia Romagna

Ancora un'iniziativa legata all'esercizio fisico inteso come vera e propria terapia. E ancora con una partecipazione corale del mondo clinico, universitario, associazionistico, di Rimini e della Regione Emilia Romagna. Si tratta di un “Seminario formativo per la prescrizione e somministrazione di una dose di esercizio fisico e di un programma di educazione alimentare monitorata”, che si svolgerà  venerdì e sabato all'Oratorio degli Artisti di Rimini.

Ad organizzare l'evento la Facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Bologna (sede di Rimini), Unirimini, l'Associazione Tutela Diabete Giovanile e Adulto (Atdga) di Rimini, l'Associazione Romagnola per la Cura e la Prevenzione dell'Obesità (Arcop) e l'A.USL di Rimini. I lavori partiranno venerdì mattina alle ore 8:20 e continueranno fino alle ore 18:00, per riprendere poi l'indomani, primo dicembre alle ore 8:30 e fino alle 13:00 circa. Sull'interessante e innovativo tema si confronteranno i medici dell'A.USL che seguono i pazienti diabetici e più in generale che si occupano di alimentazione e movimento fisico e riabilitazione, rappresentanti regionali che operano su progetti dello stesso tipo, docenti universitari, rappresentanti di associazioni sportive e di terzo settore, provenienti da tutta la regione e anche oltre.

Obiettivo, creare, a partire dai medici stessi, una forte coscienza condivisa che una buona alimentazione e un corretto movimento fisico sono la prima medicina per qualsiasi paziente. I numeri delle malattie metaboliche, pur con grande variabilità dovute a criteri classificativi e modalità di rilevazione dei dati, mostrano un incremento costante nel tempo. Tale incremento riguarda soprattutto sovrappeso, diabete, ipertensione, dislipidemia e il contenitore che li riunisce: la sindrome metabolica.

Stile di vita sedentario, alimentazione eccessiva e sbilanciata e una predisposizione all’insulinoresistenza, sono alla base di questa patologia. La sindrome metabolica in Italia è presente in circa il 15 per cento delle persone, lievemente più frequente nel sesso maschile, in aumento con l’età, in particolare nelle donne e più frequente nel nord Italia. I pazienti normopeso sono ormai minoranza nella popolazione generale. Dati di qualche anno fa relativi a Rimini riportavano peso normale nel 45 per cento della popolazione generale, sovrappeso del 55 per cento di cui un 12 per cento di obesi.

Rilevante è l’obesità infantile, presente in più del 25 per cento dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni. I dati sul diabete si stanno via via precisando. L’ISTAT riporta per il 2011 un dato medio nazionale di prevalenza nella popolazione generale del 4.9, in incremento rispetto al 3.8 per cento del 2000. La prevalenza del dibete di tipo 2 aumenta con l’età. Uno studio effettuato sul campo a Rimini nel 1998 mostrava una prevalenza del 4.5 per cento nei pazienti tra i 40 e i 69 anni.

Nel 2011 è stato portato a termine il Registro della patologia diabetica della provincia di Rimini basato su dati del 2010. I dati di base sono stati ottenuti dall’incrocio di banche dati e successivamente i nominativi sono stati sottoposti alla valutazione dei Medici di famiglia per una identificazione certa, portando alla identificazione di 17.124 pazienti nella popolazione sopra i 18 anni (6.17 per cento). Riferito alla popolazione generale la prevalenza risulta del 5.15 per cento, in incremento rispetto al 1998 e lievemente superiore al dato nazionale.

I dati in corso di elaborazione riferiti all’aggiornamento del 2012 del registro, evidenziano circa 1.500 nuovi casi. Molti studi epidemiologici basati su ricerche attive, compresi dati di Rimini del 1998, mostrano inoltre la presenza, accanto a pazienti con diagnosi nota, di una quota di pazienti diabetici non ancora identificati, oscillanti tra 1.5 e il 2 per cento della popolazione adulta. La presenza di diabete, sindrome metabolica ed obesità si associa a maggiore mortalità per patologia cardiovascolare ed anche oncologica e a maggiore consumo di risorse. In particolare la popolazione dei diabetici, che rappresenta il 5 per cento, utilizza il 20 per cento delle risorse del sistema sanitario.

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